L'ANALISI
CREMONA
15 Marzo 2026 - 13:39
Don Pier Codazzi
CREMONA - Torna a guardare alla Borsa di Sant’Omobono l’iniziativa diocesana della Quaresima di Carità, il fondo di solidarietà destinato a sostenere singoli o famiglie che si trovano a vivere improvvise situazioni di grave difficoltà economica dovute a particolari contingenze.
«Il nome di questo fondo – ricorda don Pierluigi Codazzi, direttore di Caritas Cremonese – si ispira al patrono della città e della diocesi di Cremona, Omobono Tucenghi, maestro non solo di preghiera e penitenza ma anche di generosità e servizio ai più deboli, artefice di giustizia e pace sociale. L’iconografia lo ritrae con in mano una borsa dalla quale attinge per la carità».
Il fondo diocesano è stato istituito nel 2020 durante la pandemia da Covid ed è stato rilanciato nel 2023 per sostenere le famiglie messe in difficoltà dal caro bollette legato alla crisi energetica. Da allora la Borsa ha continuato ad aiutare persone e nuclei familiari colpiti da disoccupazione, problemi di salute, disagio abitativo o povertà educative, con l’obiettivo di accompagnarli nel superamento della crisi e nel ritorno a una situazione di normalità.
Un impegno che emerge chiaramente dai numeri: nel 2025 sono stati oltre 700 gli interventi di sostegno rivolti a singoli o famiglie, con o senza figli. Non è possibile stimare con precisione quante persone siano state aiutate complessivamente, ma si tratta di numeri significativi che riguardano l’intero territorio della diocesi, e non soltanto la città di Cremona.
Il funzionamento della Borsa di Sant’Omobono, pur affidato alla Caritas diocesana, si basa sulla rete delle parrocchie e dei loro centri di ascolto Caritas e San Vincenzo parrocchiali. Sono questi ultimi a valutare le singole situazioni, seguendo nel tempo l’evolversi delle difficoltà e attivando una rete di solidarietà territoriale che coinvolge anche enti pubblici, servizi sociali e realtà del volontariato.
Per coordinare il lavoro, nelle cinque zone pastorali della diocesi operano altrettante équipe formate da sacerdoti e volontari, che insieme al Centro d’ascolto della Caritas diocesana si occupano della gestione concreta degli aiuti.
Anche dal punto di vista economico i dati sono rilevanti: nel 2025 sono stati erogati aiuti per circa 60mila euro. La parte più consistente delle risorse è stata destinata al pagamento delle utenze (57,5%) e degli affitti (10,3%). Una quota degli interventi ha riguardato inoltre il sostegno allo studio (3,5%) – con contributi per rette scolastiche, strumenti didattici e mense – e spese sanitarie per oltre il 2%.
«Non ci limitiamo a pagare una bolletta o a coprire alcune spese – spiega Alessio Antonioli, del Centro d’ascolto della Caritas diocesana – ma finanziamo anche tirocini formativi e percorsi di riqualificazione professionale. È un investimento sulla persona, per farla uscire dal buio della crisi e restituirle una prospettiva di futuro. Ogni aiuto economico richiede sempre la compartecipazione e l’attivazione della rete territoriale».
Un valore aggiunto dell’iniziativa è proprio la compartecipazione di chi ha ricevuto aiuto, che una volta superato il momento di difficoltà contribuisce a restituire, anche simbolicamente, quanto ricevuto. «Oltre ad avere un valore educativo – sottolinea Antonioli – la compartecipazione rende il servizio di sostegno più dignitoso, perché coinvolge attivamente la persona aiutata, che diventa parte della soluzione del problema. Si tratta di una vera corresponsabilità, anche quando il contributo è minimo».
«La generosità del patrono Omobono Tucenghi – conclude don Codazzi – è diventata proverbiale: la sua borsa non si esauriva mai, proprio perché sempre pronta ad aprirsi ai bisogni. A tutti, singoli e comunità, come anche realtà associative e imprenditoriali, è chiesto di contribuire per mantenere vivo questo fondo».
La Borsa di Sant’Omobono è alimentata anche attraverso i fondi Cei dell’8xmille, oltre che da offerte di privati, aziende e fondazioni e dalla compartecipazione di parrocchie e associazioni.
È possibile contribuire con una donazione deducibile a Fondazione San Facio, indicando nella causale “Quaresima di carità” oppure “Borsa di Sant’Omobono”, tramite:
conto corrente postale n. 68 411 503
conto corrente bancario IBAN IT57H0515611400CC0540005161 (Banca di Piacenza)
oppure online sul sito caritascremonese.it/donazioni
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