L'ANALISI
15 Marzo 2026 - 05:20
CREMA - Un’assemblea generale della diocesi, nel corso della quale sacerdoti e laici voteranno gli obiettivi dell’azione pastorale per i prossimi anni. Il vescovo Daniele Gianotti li chiama a raccolta per l’appuntamento sinodale di domani (alle 20.45), nella chiesa di San Bernardino-auditorium Manenti.
«Prevediamo circa 150 partecipanti, in seguito ci aggiorneremo anche con quei sacerdoti e operatori che non potranno essere presenti», sottolinea il presule. Una sintesi su cui lavorare è già pronta e raccoglie trenta proposte. «Un punto di arrivo — aggiunge monsignor Gianotti — che sintetizza il lavoro di mesi e segue l’assemblea sinodale italiana dello scorso ottobre».
Il vescovo ha scritto una lettera ai fedeli, per annunciare l’assemblea. «I trenta punti non pretendono di esaurire la totalità dell’azione pastorale della Chiesa — scrive — se rispecchiano ciò che è emerso in contesti ben più ampi, lasciano fuori ambiti dell’azione pastorale sui quali la nostra diocesi sta già cercando di camminare».
Per preparare all’appuntamento, il documento di dieci pagine è stato reso disponibile. «Chiedo di valutarle attentamente — prosegue — le proposte, su cui dovranno esprimersi i partecipanti all’assemblea sinodale».
Riguardano numerosi temi: da quelli più propriamente liturgici, alle iniziative solidali, dalla vita degli oratori, alla formazione dei giovani, sino alle attività missionarie.

La diocesi punta a iniziative di «accompagnamento per i genitori che chiedono i sacramenti per i figli, spesso senza una consapevolezza credente adeguata. L’obiettivo è trasformare queste occasioni rituali in momenti di riannuncio della fede per gli adulti. Si valorizzeranno le proposte per le famiglie con bambini fino ai sei anni, creando équipe specifiche per il sostegno educativo e spirituale dei genitori. Queste soglie di accesso saranno vissute con uno stile di accoglienza gratuita e non giudicante, per riallacciare relazioni significative».
Per le proposte legate alla solidarietà, la Pastorale della carità «promuoverà un approccio che veda l’aiuto non come mera risoluzione di problemi, ma come esperienza di relazione e cammino condiviso. Si darà spazio al tema della carità e delle povertà all’interno delle celebrazioni liturgiche e della programmazione annuale delle unità pastorali».
Altro obiettivo, quello di rilanciare «l’associazionismo degli operatori sanitari e la formazione specifica per volontari che operino in ospedale o con i malati». Inoltre, in ospedale opereranno non solo i sacerdoti, ma anche «laici e diaconi preparati ad abitare contesti di sofferenza».
Previsto un forte impegno nella promozione della pace e anche nella tutela del lavoro. «Una più forte attenzione alle questioni sociali e lavorative del territorio», anche tramite il sostegno a «iniziative per il lavoro dignitoso e sicuro, con attenzione alle peculiarità del territorio e ai giovani precari».
Importante anche lo spazio riservato ai rapporti tra diocesi e scuola, con la promozione «di patti culturali ed educativi coinvolgendo scuole, enti del terzo settore e istituzioni locali».
Quindi l’attenzione particolare al tema del digitale. «Si offrirà formazione specifica, per gestirne le opportunità e i rischi nell’annuncio del vangelo. L’obiettivo è abitare gli spazi telematici con competenza e sobrietà, rendendoli luoghi di incontro e non solo canali informativi. Si educherà al discernimento critico sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale e degli algoritmi, che spesso influenzano le scelte e le relazioni dei fedeli e dei giovani».
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