Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

3 MINUTI 1 LIBRO

La ricetta di Cavaliere per sconfiggere gli incubi

Lo scrittore cremonese presenta il romanzo "AutoBiografia di un Sogno"

Paolo Gualandris

Email:

pgualandris@laprovinciacr.it

27 Ottobre 2021 - 06:05

CREMONA - Arrendersi o continuare a coltivare quel senso di impossibile che è capace di fare la Storia? Riccardo Cavaliere, scrittore cremonese, ha scelto di non arrendersi. E spiega il perché in questa puntata di «Tre minuti un libro». Lo fa nel libro «AutoBiografia di un Sogno», un racconto-percorso attraverso gli stadi del sonno, dall’addormentamento fino alla fase Rem. Il protagonista è proprio un sogno, personaggio umanizzato che racconta e si interroga: «In un’epoca contraddistinta da un incessante richiamo al pragmatismo, il sogno entra in crisi profonda – spiega Cavaliere -. Così, nelle pagine del romanzo, si trova ad un bivio tra arrendersi o continuare a coltivare il senso di impossibile». Per l’autore del libro il sogno non solo è ispirazione e fonte artistica, ma rappresenta anche un tema scientifico «estremamente interessante e per certi versi ancora misterioso, un equilibrio instabile fra realtà e dimensione onirica». 

Cavaliere si definisce scrittore, educatore ma, soprattutto, marito papà e amante della vita. Perché dunque un amante della vita scrive un libro in cui il protagonista è il sogno che va a insinuarsi  negli incubi delle persone?  «Un amante della vita scrive un libro che rispecchi la propria identità - replica Cavaliere -. E probabilmente la dimensione del sogno rispecchia il mio modo di essere, un po’ sognante e anche un po’ confusionario a volte, però cerco di interpretare questa mia confusione e, così facendo, poi mi ritrovo in questa mia dimensione». La continuità del romanzo è data dalla dimensione  onirica,  «che è una continuità non lineare, non definita che però esiste come nei nostri pensieri, che spesso  sembrano confusi e scoordinati e in verità, se  proviamo ad analizzarli, possiamo trovare delle connessioni  tra quello che pensiamo e le nostre proiezioni sul futuro e sui sogni che abbiamo. Diciamo che il filo conduttore è sempre questo. Io ho cercato di prendere quattro racconti e  di farli intrecciare in una dimensione nuova che non è stata fin qui né analizzata né utilizzata a livello narrativo».


Cavaliere è consapevole che il suo «è un libro scritto non per essere compreso alla prima lettura, ma più sul genere canzone, cioè lascia un qualcosa che va vissuto in base al momento, quindi si può interpretare in base al proprio vissuto, al proprio momento e va a finire comunque in una proiezione di speranza, del continuare a insistere per andare avanti  per non perdere quelli che sono i nostri sogni e la spinta che ci tiene attaccati alla vita». E anche gli incubi hanno lo stesso significato. Nel libro c’è anche una curiosa «ricetta» della mamma per batterli, questi incubi (che non è il caso svelarla qui, lasciando al lettore il piacere della scoperta), «per ricordarsi che ci sono sogni, ci sono incubi e poi  si può decidere che strada prendere, nonostante magari il risveglio non sia sempre dei migliori poi però siamo sempre in grado di  poter cambiare la nostra giornata  e cambiare il nostro percorso».

L’incubo, insomma, come chiave di lettura per farci riuscire a capire che siamo davvero e dove vogliamo andare. Come uno di protagonisti dei sogni narrati in questa «Autobiografia» anche Cavaliere ha cominciato a scrivere a 11 anni,  e considera la scrittura  una missione salvifica? «Sì è una parte di me, ognuno ha le proprie predisposizioni, c’è chi corre, chi adora mangiare... la scrittura è la mia da sempre e quindi l’ho seguita. Allo stesso tempo è qualcosa che mi lega,  perché comunque  non è semplice portarla avanti  facendo altri lavori e avendo una famiglia,  da mettere sempre e comunque al primo posto: ho bisogno di scrivere e scrivo grazie a quanto  mi fa stare bene e le stesse cose che mi tengono lontano dalla scrittura sono poi quelle  che mi danno la spinta per mettermi in moto». 

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400