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IL FRONTE DELLA SICUREZZA. LA RISPOSTA DELLE ISTITUZIONI

«Più agenti e reti sociali per frenare la devianza»

Vertice in Prefettura con il sottosegretario Molteni: «Qui l’asticella va tenuta alta»

Andrea Fiori

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redazione@laprovinciacr.it

16 Marzo 2026 - 19:42

CREMONA - «Per contrastare fenomeni di allarme sociale serve collaborazione tra Governo e amministrazioni locali, prevenzione e, soprattutto, comprendere cosa le origina». Con queste parole si è concluso oggi pomeriggio, al termine del vertice in Prefettura, l’incontro che ha visto il Sottosegretario di Stato al ministero dell’Interno, Nicola Molteni, confrontarsi con il prefetto, Antonio Giannelli, il sindaco di Cremona Andrea Virgilio l’assessore alla Sicurezza Santo Canale, il presidente del Consiglio comunale Luciano Pizzetti e la deputata soncinese Silvana Comaroli. Presenti anche i vertici delle forze dell’ordine: il comandante dei carabinieri Paolo Sambataro, e il comandante della Gdf Massimo dell’Anna.

Al centro del tavolo, le criticità del territorio e le strategie per innalzare gli standard di sicurezza in città. Le autorità locali, analizzando lo stato di salute della sicurezza urbana, hanno rappresentato al Sottosegretario le necessità operative del presidio cittadino, avanzando la richiesta di un incremento del personale, con particolare urgenza per la Questura. Una sollecitazione che Molteni ha accolto positivamente: «Mi è stato chiesto un rafforzamento per potenziare ancora di più gli organici e credo che sia un intervento necessario e doveroso». A sostegno di questa linea, il rappresentante del Viminale ha richiamato l’impegno profuso dall’esecutivo in questi ultimi tre anni: «Ho ricordato ai presenti che questo Governo ha effettuato le maggiori assunzioni nelle forze di polizia in assoluto. Abbiamo rafforzato gli investimenti tecnologici, come la videosorveglianza, e aggiornato le normative di settore. C’è la massima attenzione per realtà come Cremona, dove l’asticella della qualità della sicurezza va tenuta molto alta».

Il fulcro del dibattito si è poi spostato sulla crescente preoccupazione per la criminalità giovanile e minorile, un tema che negli ultimi anni è stato troppo spesso al centro delle pagine di cronaca. L’abuso di armi improprie — lame, coltelli, cocci di bottiglia è stato inquadrato come un fenomeno di allarme sociale che non risparmia neanche Cremona. Per invertire questa tendenza, Molteni ha delineato una strategia d’azione basata su due direttrici parallele e complementari: «Si agisce su due fronti — ha spiegato il Sottosegretario —. Da un lato, il rafforzamento organico è fondamentale per garantire un controllo del territorio più capillare e un’attività di prevenzione efficace; dall’altro, è importante puntare anche sulla cosiddetta prevenzione sociale».

È proprio su questo secondo pilastro che Molteni ha sollecitato un impegno corale. Durante il colloquio con i rappresentanti dell’amministrazione comunale è emersa la necessità di rinvigorire il tessuto aggregativo cittadino, valorizzando le reti degli oratori, dell’associazionismo sportivo e del mondo del volontariato. L’obiettivo, in una visione di lungo periodo, è quello di monitorare e prevenire il disagio nelle sue fasi embrionali. Secondo l’esponente del Governo, l’interlocuzione costante tra l’esecutivo e le amministrazioni locali diventa lo strumento chiave per decodificare il fenomeno: «È fondamentale capire le origini e le cause da cui questi fenomeni di allarme sociale derivano». In quest’ottica, il piano d’azione si trasforma in un «gioco vincente» tra Stato ed enti locali, dove la sicurezza non si risolve esclusivamente attraverso il presidio delle forze dell’ordine, ma trova linfa in una rete comunitaria capace di intervenire laddove il controllo tradizionale non basta. Solo attraverso una sinergia che coinvolga famiglie, scuole e realtà associative sarà infatti possibile restituire serenità ai quartieri, trasformando la risposta istituzionale in un percorso condiviso di recupero dei valori e di tutela del futuro dei ragazzi, impedendo che la devianza trovi terreno fertile in un isolamento che oggi desta sempre più preoccupazione tra i cittadini.

A CREMA

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In mattinata Molteni ha fatto visita istituzionale a Crema. L’incontro con il sindaco Fabio Bergamaschi si inserisce nel percorso di confronto avviato nelle scorse settimane con il Ministero dell’Interno, anche a seguito della lettera che il primo cittadino aveva inviato al Ministro Matteo Piantedosi per portare all’attenzione del Governo due questioni ritenute prioritarie per il territorio: il rafforzamento dell’organico del Commissariato di Polizia e l’avvio di un ragionamento concreto su una nuova sede per il Commissariato di Pubblica Sicurezza e la Polizia Stradale.

La visita di Molteni dunque un primo segnale di attenzione da parte del Ministero rispetto alle sollecitazioni arrivate dall’Amministrazione comunale. Al centro del confronto, da un lato la necessità di potenziare il personale in servizio nel Commissariato cremasco – una criticità che si inserisce nel più ampio quadro nazionale della carenza di organici nelle forze dell’ordine – e dall’altro l’ipotesi di avviare un percorso per individuare una nuova sede di Commissariato, più adeguata alle esigenze operative.

Proprio su questo secondo punto Bergamaschi ha proposto una possibile prospettiva di lavoro: l’ipotesi di collocare il nuovo Commissariato nel comparto dell’ex Ferriera, nel tratto lungo viale Santa Maria, in prossimità della stazione ferroviaria. Una proposta sulla quale il Comune ha già avviato interlocuzioni con la proprietà dell’area, che sarà interessata da un processo di trasformazione urbanistica, facilitato dalla recente apertura del sottopasso viabilistico.

L’obiettivo, in questa prospettiva, è quello di trasformare l’attuale spesa sostenuta dal Ministero per la locazione della sede in un investimento strutturale, orientato alla realizzazione di un immobile di proprietà dello Stato o comunque in proprietà pubblica, con una soluzione più moderna, efficiente e adeguata alle esigenze operative delle forze di polizia.

«Siamo soddisfatti dell’attenzione ricevuta dal Ministero rispetto alle richieste che abbiamo sottoposto», ha detto Bergamaschi. «Crema è una città che vuole rafforzare i propri presìdi di sicurezza e riteniamo che vi siano due questioni su cui lavorare, con spirito di piena collaborazione con il Ministero dell’Interno. Da un lato la richiesta di potenziamento dell’organico del Commissariato, tema sul quale il Comune non ha competenze dirette, ma può e deve svolgere un ruolo di sollecitazione nei confronti del Ministero. Dall’altro lato, un ragionamento sulla possibilità di una nuova sede per il Commissariato di Pubblica Sicurezza. Questa – prosegue il Sindaco – è un’ipotesi sulla quale invece sia il Comune che tutto il territorio cremasco potrebbero giocare un ruolo proattivo e di facilitazione, anche nell’ambito della revisione del Piano di Governo del Territorio, per individuare una migliore collocazione urbanistica. Oggi il Ministero versa un canone di locazione significativo per una sede privata che presenta alcune criticità, in particolare rispetto all’accoglienza dell’utenza, che spesso non dispone di spazi adeguati e si trova ad attendere all’esterno della struttura. L’idea è quindi quella di trasformare questa spesa in un investimento migliore e strutturale».

Nel corso dell’incontro è stata avanzata la proposta di collocare la nuova sede del Commissariato nel comparto dell’ex Ferriera, lungo viale Santa Maria, accanto alla stazione ferroviaria.

«Si tratta di un’area strategica e sensibile dal punto di vista della sicurezza – spiega Bergamaschi – ma anche di un comparto urbano oggi interessato da un’importante fase di trasformazione. L’insediamento di una funzione pubblica di questo tipo rappresenterebbe un presidio significativo per l’intero quadrante nord della città e potrebbe contribuire in modo decisivo alla riqualificazione dell’area».

Il sindaco ha sottolineato come la presenza del Commissariato in questa zona potrebbe offrire una nuova lettura urbanistica del comparto, riaffermando un ruolo centrale del viale di Santa Maria, anche alla luce dei progetti infrastrutturali previsti, tra cui il sottopasso ciclopedonale destinato a restituire continuità al viale dopo la chiusura del passaggio a livello.

«L’insediamento di una funzione di pubblica sicurezza in quest’area, di fianco alla stazione ferroviaria – aggiunge – rappresenterebbe un elemento molto significativo per accompagnare una trasformazione urbana di qualità di questo comparto, potendo meglio affrontare anche il tema del presidio delle aree limitrofe alla stazione. Ne guadagnerebbe, insieme a Santa Maria, tutta la città».

Il primo cittadino ha inoltre espresso apprezzamento per l’attenzione dimostrata da Molteni e per il supporto istituzionale ricevuto nel percorso di interlocuzione con il Ministero.

«Ringrazio il Sottosegretario Molteni per l’attenzione dimostrata e per la disponibilità al confronto, così come l’onorevole Silvana Comaroli per aver facilitato questa interlocuzione. Accogliamo con soddisfazione anche l’invito a proseguire il dialogo a Roma, presso il Ministero, per approfondire operativamente questa possibilità. È un’operazione nella quale crediamo molto e che riteniamo possa trasformarsi da quella che oggi è un’intuizione, che ritengo felice, in un progetto concreto capace di rafforzare i presìdi di sicurezza di Crema e del territorio, accompagnando lo sviluppo urbano della città. Un progetto su cui far convergere l’attenzione ed il sostegno di tutte le forze politiche e civiche della nostra città».

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