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CREMONA

Il Po in secca: «Agire ora»

Corteo dei ragazzi del collettivo Il Megafono con i Fridays for Future della Lombardia. Con il Grande Fiume a -7,89, lo striscione «Il TemPo è agli sgoccioli» appeso al ponte

Massimo Schettino

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mschettino@laprovinciacr.it

23 Aprile 2022 - 20:41

CREMONA -  Pochi minuti dopo la partenza del corteo contro la siccità cadono le prime gocce di pioggia: una coincidenza che non spegne la mobilitazione dei ragazzi e delle ragazze del collettivo studentesco Il Megafono, che oggi, insieme a una delegazione lombarda di Fridays for Future, hanno voluto accendere un riflettore sullo stato del Po con un corteo e uno striscione: «Il TemPo è agli sgoccioli» che hanno appeso al ponte sul Grande Fiume. E il livello del Po oggi è risalito leggermente fermandosi a -7,89 alle 18.

Sempre ieri la sala operativa della Protezione civile della Regione Lombardia ha emesso un’allerta gialla per rischio idrogeologico, rischio temporali e rischio vento forte su bassa pianura occidentale e bassa pianura centro occidentale.

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«Ma non saranno pochi giorni di pioggia, purtroppo, a cambiare la situazione», ha gridato al megafono Marianna Bardi, 17 anni, studentessa del liceo artistico Stradivari che guidava il corteo che ha attraversato il Parco Lungo Po Europa.

Al suo fianco, con la bandiera verde del movimento animato da Greta Thunberg, Damiano Bettega dei Fridays for Future di Lecco, Edoardo di Mantova e Francesco Andreetto di Brescia: «Siamo qui per portare attenzione su un tema che non è solo locale. Per la Pianura Padana il Po è vita e noi chiediamo delle azioni ambientali finalmente serie da parte del Governo: Non possiamo più aspettare».

In corteo anche Viola Ginevra, 18 anni, dell’Anguissola, William Caccia, 18 anni, Aselli, ed Ester Tolomini, 22 anni, studentessa di Psicologia a Milano che mettono sotto accusa l’eccessivo sfruttamento delle acque e il cambiamento climatico.

Spiega Il Megafono: «L’inverno appena passato è stato uno dei più caldi degli ultimi anni e si sono registrati solo sette giorni di pioggia tra gennaio e febbraio. Sono inoltre passati addirittura 120 giorni senza vedere traccia di qualche forma di precipitazione».

A soffrirne è stato il Po: «Il fiume a cui noi cremonesi teniamo tanto, parte centrale della nostra città, che vediamo morire di anno in anno. Dobbiamo agire ora: la linea che ci separa dal punto di non ritorno è ormai vicinissima e dopo che l’avremo superata le soluzioni poco efficaci che si stanno mettendo in atto adesso saranno totalmente inutili».

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