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LA SECCA

Po, turismo pericoloso sul fiume di sabbia

Lo spettacolo della «magra» e dei reperti storici che emergono attira sempre più curiosi. Tour pericolosi, pic-nic nell’acqua e tentativi di attraversamento: l’Aipo rafforza i controlli

Elisa Calamari

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20 Aprile 2022 - 05:25

Po, turismo pericoloso sul fiume di sabbia

CREMONA - La giornata di ieri ha fatto registrare un nuovo record negativo: la stazione idrometrica di Arpa Lombardia, nei pressi del ponte sul Po, alle 13.30 ha segnato -8,11. La grande secca non dà tregua. E lo scenario che si presenta a chi, sempre più incuriosito, decide di passeggiare sulla riva del Grande Fiume, è quasi surreale: dalla località Ponticello di Castelvetro Piacentino si ha l’impressione di potere raggiungere Cremona a piedi, percorrendo l’immensa spiaggia che è venuta a formarsi, fra ceppi di alberi secolari sommersi, cubi in granito, antiche reti di pescatori, piloni di quello che erroneamente viene definito ‘ex ponte spagnolo’ e vecchie barche ancorate al fondo.

Ieri a dissuadere chi davvero stava facendo un pensierino sull’attraversata a piedi, ci ha pensato l’imbarcazione con gli addetti dell’Aipo che fanno avanti e indietro per controllare la situazione e verificare non ci siano situazioni di pericolo. Perché la secca sta inevitabilmente attirando sempre più persone lungo la riva e in alveo, con i conseguenti rischi. Anche la stazione idrometrica Siap, situata sempre fra Castelvetro e Cremona ma più al centro del corso del fiume, continua a restare al di sotto degli 8 metri con un record negativo di giornata che è stato -8,05 attorno alle ore 14. E non va meglio lungo gli affluenti. In Adda a Pizzighettone, ad esempio, la stazione idrometrica Arpa del ponte Trento Trieste attorno alle 10.50 ha segnato il record negativo di -69 centimetri.


«Uno scenario del genere nel mese di aprile – commentavano proprio al Ponticello alcuni anziani frequentatori del Po, arrivati in bicicletta da Cremona – non l’avevamo mai vista».
In attesa di capire se la secca record ha davvero le ore contate per effetto della perturbazione in arrivo, lo spettacolo di questi giorni sta attirando anche comitive di giovani: improvvisano pic-nic sulla spiaggia (c’è chi ha trascorso la Pasquetta proprio sulla riva azzardando una camminata con i piedi nell’acqua) o vanno a caccia di cimeli con tanto di metal detector.

Una sorta di turismo da magra, di cui si parlerà anche oggi a Guastalla in occasione della presentazione del progetto Robin promosso da Autorità di bacino distrettuale del fiume Po con Aipo e un gruppo di Comuni tra le province di Parma, Reggio Emilia, Mantova e Cremona. Si parlerà di fiume come elemento d’incontro e di collegamento tra i territori; di mobilità da e verso i centri urbani tramite sistemi di trasporto alternativi e sostenibili grazie all’attivazione dell’intermodalità a partire dalla navigazione, attraverso piste ciclabili e stazioni ferroviarie esistenti; di sinergie grazie ai riconoscimenti Unesco. Ma oltre a trattarsi di un’opportunità di scambio culturale e visita ai tanti centri, musei e biblioteche presenti in rete sul territorio, il progetto Robin vuole essere occasione «per conoscere il valore del fiume Po per il territorio rivierasco e fornire maggiori occasioni di tutela e riqualificazione ambientale, culturale e di rigenerazione economica».

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