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«Il medico risponde», la chirurgia ginecologica: patologie e tecniche chirurgiche

La raccomandazione alle donne del dottor Rigolli, direttore della UO di Ostetricia e Ginecologia dell'Oglio Po di Casalmaggiore: «Fate la visita specialistica con regolarità anche in assenza di disturbi»

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

03 Aprile 2022 - 05:20

CREMONA - Torna l’appuntamento settimanale «Il medico risponde». Protagonista di questa puntata è il dottor Alberto Rigolli, Direttore dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Oglio Po di Casalmaggiore.
«Per chirurgia ginecologica si intende una serie di interventi che permettono di risolvere numerosi problemi di cui possono essere affette le donne» spiega il dottor Rigolli.

GLI INTERVENTI PIU' COMUNI.

La chirurgia ginecologica è un settore molto importante della UO di Ostetricia e Ginecologia: quali sono, dunque, gli interventi più comuni? «Abbiamo due classificazioni, interventi minori e di chirurgia maggiore - chiarisce il dottor Rigolli -. I primi sono svolti in day hospital, con un ricovero in giornata che consente alla donna di avere un recupero più veloce. L’evoluzione in questi ultimi anni, del resto, è stata proprio verso una chirurgia mini invasiva. La chirurgia maggiore, invece, si occupa dei tumori dell’apparato genitale femminile».

LE TECNICHE CHIRURGICHE.

Diverse sono le tecniche chirurgiche adottate: «Negli ultimi vent’anni c’è stata appunto un’evoluzione verso la chirurgia mini invasiva afferma il dottor Rigolli -. Se in passato il 100% degli interventi chirurgici, dai più semplici ai più complessi, venivano svolti con tecniche ‘open’, ossia aprendo la cavità addominale per risolvere i problemi, con l’introduzione di nuove tecniche che consentono di vedere all’interno (l’isteroscopia, la laparoscopia, il robot) si possono affrontare gli interventi con le stesse tempistiche ma con un indubbio vantaggio in termine di recupero delle pazienti». A fianco di queste tecniche c’è poi la chirurgia vaginale per esempio per la risoluzione dei prolassi uterini.

LA RACCOMANDAZIONE DELLO SPECIALISTA.


La raccomandazione dello specialista alle donne è molto chiara: «La prevenzione effettuata con regolarità, per esempio tramite il pap test, consente di affrontare la patologia quando la malattia è a uno stadio iniziale. Anche la visita ginecologica frequente, supportata da un controllo ecografico, permette di scoprire per esempio un tumore dell’ovaio all’inizio».

La video rubrica dedicata alla salute - in collaborazione con l’Asst di Cremona - tratta tutte le settimane un argomento specifico con l’aiuto di uno specialista.

Informazioni sull’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Oglio Po di Casalmaggiore sul sito (www.asst-cremona.it).

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