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CREMONA: IL VIDEO

Fiume Po, le immagini dal drone: una distesa da paura di detriti

I sindaci: «Evento pericolosissimo, noi mai avvisati dall’Enel». E Assocanottieri: «Inaudito, la sicurezza a rischio». La lettera al prefetto e la risposta della società

Fulvio Stumpo

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redazione@laprovinciacr.it

06 Ottobre 2021 - 21:52

CREMONA - È come se il Po fosse sparito, scomparso sotto tonnellate di legna trascinata dalla corrente. Basta osservarlo: a valle sono piombati boschi interi, fra tronchi giganteschi, alberi più giovani, rami, fascine. Come una valanga liquida, ricompattata negli «iceberg del Po», che già si sono frantumati contro i piloni dei ponti e insinuati sotto le zattere di attracco delle barche, da Cremona fino a Casalmaggiore.

Danni grossi sono stati evitati, almeno a Cremona. Ma il rischio è stato molto alto.


«Una cosa mai vista» afferma chi sul Po ci vive da anni. Tanto da provocare dure prese di posizione del Comune di Cremona e dei sindaci rivieraschi Michel Marchi di Gerre de’ Caprioli e Roberto Mariani, di Stagno Lombardo, di Davide Persico di San Daniele e delle società canottieri. I primi due hanno inviato una lettera al prefetto di Cremona, Vito Danilo Gagliardi, per protestare con la centrale Enel di Isola Serafini, secondo loro è la responsabile dell’accaduto.

Per le società rivierasche è il presidente di Assocanottieri, Maurilio Segalini, a riportare le proteste dei colleghi: «È inaudito quanto accaduto, la centrale deve tenere conto della nostra sicurezza».

Per Marchi e Mariani, responsabili dell’Unione lombarda Fluvialis Civitas dei Comuni di Gerre de’ Caprioli e Stagno Lombardo la spiegazione è chiara e l’hanno esplicitata con una lettera al prefetto: «Segnaliamo l’evento inaccettabile che si sta verificando a totale insaputa dei Comuni circa il quantitativo di legname e detriti che sta invadendo il fiume Po e quindi i nostri territori a causa di una apertura non segnalata e sconsiderata delle paratoie delle centrale idroelettrica di Isola Serafini».

La replica di Enel: «La gestione dello sbarramento di Isola Serafini avviene nel rispetto della normativa nazionale sulle grandi dighe e delle norme di protezione civile, sia in condizioni di normale esercizio, sia in condizioni di piena. In condizioni di normale esercizio, le turbine preposte alla produzione di energia elettrica rilasciano a valle la portata turbinata, contribuendo al mantenimento del livello idrico di monte. In condizioni di piena, il contributo delle turbine allo smaltimento delle portate in ingresso non è più sufficiente e si rende necessaria la movimentazione degli organi di scarico per ottemperare agli obblighi di legge. Gli eventi di piena come quello in corso sono tipicamente caratterizzati da un notevole trasporto di materiale flottante proveniente dai territori a monte della diga che il fiume percorre prima di arrivare in bacino».

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