Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

IL FORUM IN REDAZIONE

Rolfi: "Le nutrie e i cinghiali vanno abbattuti"

L'assessore regionale all'Agricoltura: "L’ambiente non si tutela facendo finta di nulla, ma governandolo"

La Provincia Redazione

Email:

redazioneweb@laprovinciacr.it

22 Luglio 2021 - 21:14

CREMONA - «Nutrie e cinghiali vanno abbattuti». Durante il forum con i redattori de La Provincia, moderato dal direttore Marco Bencivenga, l'assessore all'Agricoltura di Regione Lombardia, Fabio Rolfi, non ha usato giri di parole affrontando il tema dei danni da fauna selvatica in agricoltura: «Ai cinghiali bisogna sparare, non c’è altra strada. La Lombardia ha un sistema normativo all’avanguardia che lo permette, tutto l’anno e H24. Sono convinto che nel giro di qualche anno riusciremo a governare il problema anche grazie all’avvio di una filiera della carne del cinghiale, cui stiamo lavorando. Cosa rispondo agli ambientalisti? Che l’ambiente non si tutela facendo finta di nulla, ma governandolo. Questa è la vera attenzione ambientale. Per quanto riguarda le nutrie, invece, non ci sono possibilità di puntare su una filiera della carne. Dunque servono risorse per combatterle. Come Regione spendiamo dai 300 ai 500 mila euro all’anno per finanziare enti locali e volontari. In questi anni abbiamo messo sul tavolo milioni di euro, ma non possiamo fare di più. Il livello nazionale non ci ha mai messo un euro».

CREMONA CAPITALE DEL LATTE


«Con il Comune, la Camera di Commercio e tutti i soggetti di rappresentanza interessati stiamo lavorando per definire meglio il contorni della proposta di ‘Cremona capitale mondiale del latte’; molto interessante specie se davvero riusciremo a fare un compiuto discorso di filiera». E sul prezzo del latte: «In un contesto di libero mercato, enti pubblici e Regioni hanno solo un ruolo politico. Da questo punto di vista, dico che oggi - con un prezzo del latte spot attorno ai 40 centesimi al litro - difficilmente si possono immaginare remunerazioni più basse per quello ‘contrattualizzato’. Confido quindi nell’attenzione delle industrie, che cercheremo di sensibilizzare».

L'ETICHETTATURA


«Continueremo a manifestare in tutte le sedi e a tutti i livelli il nostro ‘no’ assoluto al Nutriscore e a qualunque criterio voglia classificare un cibo come utile o dannoso per la salute a prescindere dalla quantità che ne viene consumata; e continueremo a fare promozione ed educazione alimentare, in un contesto generale nel quale non ci sembra esista adeguata consapevolezza delle valenze qualitative, nutrizionali, storiche e identitarie dei prodotti tutelati. E del fatto che certe visioni nascondono precisi interessi economici».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400