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LA VISITA DI MATTARELLA

Il rettore Anelli: "Un polo per crescere"

«Nulla di quanto vediamo sarebbe stato possibile senza il sostegno del cavalier Arvedi, la sua assistenza e la sua determinazione»

Nicola Arrigoni

Email:

narrigoni@laprovinciacr.it

26 Maggio 2021 - 11:18

CREMONA - «L’occasione di oggi ha, per la nostra Università e direi per l’intera città, un significato simbolico per molti motivi — ha attaccato Franco Anelli, rettore della Cattolica nel suo saluto al Presidente Mattarella —. Rappresenta anzitutto il risultato di una tenace volontà di perseguire obiettivi di crescita, anche mentre si stanno attraversando tempi difficili. Nell’anno 2020/2021, l’anno della didattica a distanza, delle chiusure, dei distanziamenti, l’Università Cattolica ha completato due nuovi campus: questo di Santa Monica e il nuovo campus di Brescia».

Nel suo saluto, il rettore Anelli ha ricordato che «nulla di quanto vediamo ora esisterebbe senza il sostegno del cavaliere Giovanni Arvedi. Non mi riferisco soltanto al generosissimo contributo economico della Fondazione Arvedi Buschini; penso alla costante, determinata e appassionata cura che ha personalmente dedicato a questa impresa, perché potesse realizzarsi».

Sappiamo che alle prossime generazioni lasceremo un consistente debito finanziario e proprio per questo abbiamo un corrispondente obbligo verso i giovani: quello di dotarli dei mezzi per ripagarlo. Ossia delle conoscenze, delle capacità e della cultura

E non è un caso che abbia definito il Cavaliere come un vero e proprio deus ex machina, rifacendosi al meccanismo della commedia antica che al termine vedeva intervenire gli dei per la soluzione dell’intreccio. Gli sforzi che stiamo compiendo — ha proseguito il rettore Anelli — sono ispirati dalla convinzione che il futuro della nostra società si gioca in gran parte sul terreno della formazione. Sappiamo che alle prossime generazioni lasceremo un consistente debito finanziario e proprio per questo abbiamo un corrispondente obbligo verso i giovani: quello di dotarli dei mezzi per ripagarlo. Ossia delle conoscenze, delle capacità e della cultura sulle quali potranno radicare nei prossimi decenni la crescita, economica ma anche sociale e civile, del Paese, a beneficio di tutti. Per questo l’investimento in educazione è spesa virtuosa e necessaria, e il contributo che la Cattolica si propone di offrire consiste – come sempre nella sua storia – nel pensare e attuare programmi di ricerca e studio con una continua attenzione al territorio e alle sue risorse umane, culturali e materiali».

Prima del congedo del Presidente, il rettore gli ha donato un raro trattato di agricoltura e botanica, opera di Francesco Sansovino.

RIPRESE: FOTOLIVE/FILIPPO VENEZIA

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