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Longardore di Sospiro

La Bicocca

Trecentotrenta coperti e uno splendido giardino di oltre tremila metri quadri Piatti locali ma con fantasia

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

14 Gennaio 2014 - 19:44

La Bicocca

A pochi chilometri dalla città, sulla via Postumia, in località Longardore di Sospiro, c’è il ristorante Bicocca, meta tradizionale degli amanti della buona cucina. Un ristorante, che oltre alle due sale interne, offre uno splendido giardino di oltre tremila metri quadrati, con laghetto e terrazzo panoramico, attrezzato per gli aperitivi e per i buffet di dolci. Il déhors viene utilizzato per cerimonie come matrimoni, cresime, comunioni e altri eventi. Alla Bicocca, che ha alle spalle una tradizione di oltre 70 anni, ci sono 330 coperti, con un servizio ai tavoli impeccabile. I proprietari sono i gemelli Attilio e Mario Mombelli, con la madre Carla Ronchetti. Tutti hanno il loro compito nel ristorante: Mario è in cucina, Attilio serve ai tavoli, mamma Carla cura la parte amministrativa e siede dietro il bancone. Il ristorante offre una cucina rivisitata nel rispetto delle tradizioni dove si possono gustare piatti di carne e di pesce, paste e dolci preparati giornalmente dallo staff. Il menù varia a seconda delle stagioni, la cantina è ben fornita con circa 200 etichette di vini in prevalenza nazionali. Le specialità dunque sono legate alle materie prime locali. Abbiamo assaggiato un piatto di straordinari tortelli al torrone, una ricetta legata al dolce tipico di Cremona. L’abbinamento fra la pasta e il dolce del torrone è perfetto, non ci sono sapori che si sovrappongono e il piatto risulta dal gusto equilibrato. L’antipasto di salumi è servito con l’accompagnamento di verdure e di un piatto caldo (tortino, polenta o altre ghiottonerie) che cambia ogni giorno. Fra i primi, sono da assaggiare i tradizionali marubini in brodo, il risotto di zucca, le tagliatelle con vari sughi, le paste con i funghi, i piatti di pesce. Per quanto riguarda i secondi c’è solo l’imbarazzo della scelta: si va dal classico bollito di carne alla cremonese (con gallina, cotechino, lingua e ripieno) al fritto misto di pesce (calamari e gamberetti), ai piatti di arrosti, alla selvaggina, al pesce preparato in vari modi. Il tutto è accompagnato da verdure di stagione raccolte nel vicino orto. I dolci, tutti realizzati con maestria dallo chef, sono da non perdere. Ce n’è davvero per tutti i gusti: è difficile uscire dal locale senza averne assaggiato almeno uno. I vini sono tutti di buon livello e abbracciano la gamma nazionale, con preferenza per i prodotti del Nord Italia. Presenti vini piacentini, pavesi, piemontesi, veneti e trentini, con incursioni in Toscana e nelle Marche. Per una cena completa si paga un conto tra i 25 e i 35 euro. A mezzogiorno c’è il menù da lavoro a 12 euro.
Vittoriano Zanolli
(provato il 17 dicembre 2013)

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