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BASKET: PICK & ROLL

Vanoli: è possibile anche... sognare. Juvi al sicuro: ora l'obiettivo è più grande

La rimonta dei biancoblù contro Napoli restituisce una squadra con stimoli. Per la Ferraroni, con la salvezza in cassaforte, le ultime cinque sfide per puntare a centrare i play-in

Daniele Duchi

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redazione@laprovinciacr.it

31 Marzo 2026 - 11:18

Vanoli: è possibile anche... sognare. Juvi al sicuro: ora l'obiettivo è più grande

Aljami Durham assoluto protagonista contro Napoli. A fianco, Vittorio Bartoli della Juvi Ferraroni in palleggio

CREMONA - Ho temuto, nel corso del terzo parziale con Napoli arrivata in doppia cifra di vantaggio, che la Vanoli non riuscisse a superare l’avversario di turno. La beffa subita allo scadere dell’ultimo match casalingo con Brescia, non lo nascondo, ancora fatico a digerire, e – se devo essere sincero – non mi sono piaciute durante la prima parte del match alcune scelte sia da parte dei giocatori sia da parte dello staff tecnico guidato dal Gigi da Cittadella.

Il timore di un’altra stagione, probabilmente l’ultima di una lunga storia bellissima, chiusa in anticipo senza avere un ulteriore obiettivo oltre la salvezza, mi angosciava. Se tutto questo deve finire (e mai metterò in discussione una tale decisione), almeno che si concluda con un colpo di coda che significherebbe disputare quella parola tabù che inizia con play e finisce con off, post season che negli ultimi anni è stata solo accarezzata ma mai raggiunta.

Quanto la Vanoli ha fatto nell’ultimo quarto con Napoli è stata una delle performance più esaltanti ed eccitanti di sempre; Durham è stato il grande mattatore di giornata, con numeri da paura grazie al 9 su 9 nel tiro da due, 4 su 5 da tre, 4-5 nei liberi, 7 rimbalzi, 3 assist, per un totale di 34 punti più 42 di valutazione e una leadership assoluta da grandissimo giocatore. A dare la spinta decisiva, soprattutto in difesa ma anche con alcune giocate in attacco niente male, è stato poi l’ultimo arrivato Battle, energia pura e aggressività che hanno mandato in tilt i portatori di palla della formazione partenopea; chi si chiedeva (come me) perché fosse stato ingaggiato per quest’ultima parte di stagione, è accontentato.

Durham e Battle, con Casarin lucido solo a sprazzi (un altro fallo tecnico, anche stavolta del tutto meritato), sono stati il motore pulsante della rimonta Vanoli, con il supporto importante di Udom e del capitano Burns (anche Anigbogu si è fatto valere contro Totè e Caruso), di Ndiaye e Grant, degli stessi Willis e Veronesi che pur in una giornata no al tiro (rispettivamente 2-10 e 2-9) hanno trovato il modo di portare il loro mattoncino utile nella costruzione del successo. Stavolta poi, è piaciuto anche il pubblico che dagli spalti ha sostenuto i giocatori anche nel momento peggiore, per poi esaltarsi nel corso della cavalcata (parziale di 27-13) negli ultimi risolutivi dieci minuti.

Una vittoria importante, come si diceva, perché mantiene viva la speranza di raggiungere una delle otto posizioni che valgono quella parola proibita che inizia sempre con play e finisce con off, pur nella consapevolezza che il percorso rimane complicato, dato che le prime cinque posizioni sembrano ormai stratificate (con Bologna, Brescia, Venezia, Milano e Tortona al riparo da brutte sorprese), mentre il discorso rimane aperto per le ultime tre poltrone disponibili.

Il calendario vedrà ora la Vanoli ricevere al PalaRadi (ore 20), nel sabato di Pasqua, la Apu Old Wild West Udine appaiata proprio ai cremonesi in graduatoria a quota 18; sarà una sorta di spareggio, contro la formazione di coach Vertemati che ha appena battuto in volata Milano e che appare attraversare un ottimo momento di forma, trascinata da due volti noti dalle nostre parti, gli ex Christon (15 punti di media e 5.5 assist a gara) e Alibegovic (13.6 punti a partita), senza scordare il centro Mekowulu e l'ala Bendzius, quattro punte di diamante di un roster completo, esperto ed atletico, davvero ben costruito. La Vanoli dovrà necessariamente cercare di sfruttare il fattore campo ed essere più continua nell'arco dei 40 minuti di gara, avendo un maggiore contributo dai suoi tiratori.

SERIE A2

Non è iniziato nel migliore dei modi il trittico di trasferte consecutive che vede impegnata la Ferraroni JuVi in questa ultima parte di stagione regolare. La trasferta di mercoledì scorso a Rieti, contro la forte e quadrata RSR Sebastiani a caccia dei playoff promozione (visto – a suo dire - lo scarso seguito di pubblico, il patron Roberto Pietropaoli nel dopo-gara se l’è presa con tifosi, società, istituzioni locali, giornalisti, minacciando di trasferire il prossimo anno l’attività sportiva in altra sede), si è trasformata in un match a senso unico a favore dei padroni di casa laziali, in testa dal primo all’ultimo secondo, anche con vantaggi molto ampi.

La squadra di coach Luca Bechi, dopo il netto e prezioso successo sull’Urania Milano di pochi giorni prima e dopo un inizio di anno solare a dir poco fantastico – quello delle sette vittorie consecutive tra 20° e 26° turno di cui 4 in trasferta o quello dei 9 successi in 13 gare da inizio gennaio ad oggi, con una media da formazione di vertice del campionato di serie A2 -, a Rieti (ma in verità era successo anche a Pesaro) è come se avesse avuto la necessità di staccare per un attimo la spina e ricaricare le energie fisiche e mentali in vista del tour de force finale, per affrontare al meglio le ultime cinque gare della regular season, con l’obiettivo – salvezza praticamente in cassaforte – di centrare uno dei posti dall’8° al 13° che garantirebbero la partecipazione ai play-in (anticamera dei playoff) nella seconda fase del torneo di serie A2.

Un traguardo alla portata della Ferraroni JuVi che, pur avendo rispettato domenica il proprio turno di riposo a seguito del ritiro dal campionato di Bergamo, rimane agganciata all’undicesima poltrona, anche se in affollata compagnia. Il successo casalingo di Mestre su Brindisi, e il blitz vincente di Torino sul campo dell’Urania Milano, ha nuovamente rimescolato le carte sul tavolo con quattro squadre a quota 28Mestre, Cremona, Torino e Milano nell’ordine preciso della classifica avulsa dettata dai risultati degli scontri diretti – che, mancando ormai sole cinque giornate, lotteranno sino all’ultimo secondo dell’ultima partita per uno dei tre posti a disposizione. Nemmeno il ‘maestro della suspense’ Alfred Hitchcock avrebbe potuto scrivere un finale di stagione così intricato.

Con le dirette avversarie, la Ferraroni JuVi vanta il vantaggio di +7 nella differenza canestri con Milano (-6 all’andata, +13 al ritorno) mentre è sotto con Torino (-4 al PalaRadi, +1 al Pala ‘Gianni Asti’); con Mestre, i ragazzi di coach Bechi hanno perso 70-75 al PalaTaliercio nella gara di andata, ma l’importante match di ritorno è previsto al PalaRadi proprio per domenica 26 aprile, ultima giornata della prima fase di campionato.

In mezzo le trasferte ravvicinate di Avellino (sabato prossimo 4 aprile, alle 20, al Pala Del Mauro del capoluogo irpino) e Bologna (mercoledì 8), la gara interna con il fanalino di coda Roseto (che domenica ha battuto a sorpresa Rimini) e il match della penultima giornata a Ruvo di Puglia (domenica 19). Un mese di aprile, dunque, nel quale si deciderà il futuro stagionale della compagine cara alla famiglia Ferraroni, futuro che a questo punto è nelle mani degli stessi giocatori gigliati chiamati a raggiungere ogni volta il massimo obiettivo, anche su campi che sulla carta si preannunciano impossibili da espugnare. Ma i ragazzi juvini hanno già dimostrato che, con la tecnica, la voglia di vincere e il cuore, nessun risultato è per loro irraggiungibile.

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