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BASKET: PICK & ROLL

Vanoli: tigre di Cremona. Juvi ammazzagrandi e in zona playin'

Contro Cantù una partita memorabile per i biancoblù e una squadra ‘Grande, grande, grande...’. La Ferraroni sta bene e Allen è stato l’acquisto perfetto, rinato anche l’altro americano Garrett

Daniele Duchi

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redazione@laprovinciacr.it

10 Febbraio 2026 - 16:54

Vanoli: tigre di Cremona. Juvi ammazzagrandi e in zona playin'

CREMONA - Ci sono vittorie che non hanno prezzo, anche se a naso mi sa che alla società arriverà una multa salata per le proteste del pubblico e, forse, anche una giornata di squalifica per il Gigi da Cittadella che così imbufalito non era mai capitato di vederlo (e lo conosco da un bel po’ di anni), sia da giocatore sia da allenatore.

Una vittoria immensa, quella della Vanoli su Cantù nell’anticipo di giornata del tardo pomeriggio del sabato, ottenuta contro tutto e contro tutti; una terna arbitrale che sin dalla palla a due ha avuto un atteggiamento supponente, da santa inquisizione nei confronti dei padroni di casa (riguardando le immagini tv va riconosciuto che alcuni fischi sembrati dubbi erano invece esatti), con l’episodio del tecnico e della immediata espulsione di Brotto a fine secondo quarto che ha inevitabilmente surriscaldato l’ambiente.

Contro una squadra, Cantù, che dopo diversi cambiamenti di roster e della panchina, sta lottando con le unghie e con i denti per cercare di abbandonare quel penultimo posto in classifica che, francamente, non le si addice. Contro quell’implacabile giustiziere della notte (ok, del tardo pomeriggio) di nome Xavier Sneed, ex Brindisi e con diverse comparsate in Nba, che ad un certo punto sembrava tirare in una vasca da bagno (30 punti il suo bottino personale).

Ma qui stiamo parlando di un gruppo, la Vanoli, dal cuore ‘grande, grande, grande’ (vuoi vedere che la Tigre ci aveva visto lungo già tanti anni fa?), un team di giocatori-allenatori-dirigenti che prima di tutto sono uomini straordinari, che non si lasciano intimidire facilmente; una squadra, quella di Aldo Vanoli, che ha voluto dimostrare sin dalla palla a due quanto la brutta prestazione di Sassari sia stato solo un incidente di percorso. Ognuno, contro Cantù e contro le disavventure capitate in quei 40 minuti folli, ha dato un contributo fondamentale, non solo a livello di canestri, rimbalzi e palle recuperate, ma di forte personalità.

Un gruppo coeso la Vanoli, capace di superare le difficoltà grazie a valori condivisi, dedizione e una forte identità, trasformando le sfide in successi attraverso la collaborazione e il sostegno reciproco. Si è così ottenuta una prestazione caratterizzata da determinazione e coraggio, una entità che unisce talento e passione, ispirando orgoglio e appartenenza alla maglia.

Dopo il primo tempo di smarrimento per quanto avvenuto, compreso l’infortunio di Casarin al 9’ sembrato al momento molto grave (che sospiro di sollievo vederlo rientrare in panchina e poi in campo nel secondo quarto), capitan Burns e compagni hanno ritrovato la carica vista già in avvio di match: Willis (25 punti, 12 negli ultimi 10 minuti) è diventato il terminale offensivo che conosciamo; Durham e Casarin (9 assist in due) si sono alternati con dedizione in cabina di regia; Veronesi (12 punti), Jones e Grant hanno difeso come ossessi; Ndiaye (tre stoppate e 9 punti) ha lottato come un leone; Anigbogu (splendida doppia doppia con 16 punti e 11 rimbalzi) ha fatto la voce grossa sotto i tabelloni; Burns, ex di giornata, ha infilato dall’angolo una tripla che ha tenuto i cremonesi a contatto dei brianzoli e, francamente, la sua presenza è sempre rassicurante.

Una grande vittoria per un gruppo di uomini veri, prima che giocatori. Una squadra che ha esaltato il pubblico di casa (molti provenienti da Cantù) nonostante qualche defezione di troppo sugli spalti; questo gruppo, lasciatemelo dire, non merita uno scarso attaccamento, così come non merita gente che alla Vanoli preferisce l’aperitivo e gli stuzzichini del sabato pomeriggio. Mai come stavolta gli assenti hanno avuto torto marcio. Sono quasi certo, però, che li rivedremo domenica quando alle ore 20 arriverà al PalaRadi l’EA7 Armani Milano.

SERIE A2

La Ferraroni JuVi versione ‘ammazzagrandi’ di questo inizio di anno solare, ha mietuto un’altra prestigiosa vittima andando a vincere sul campo di una delle grandi favorite per la promozione nella massima categoria del prossimo anno. La squadra cara alla famiglia Ferraroni non si ferma più, ha conquistato la settima gara consecutiva (Forlì, Rimini, Torino e ora Verona in trasferta; Brindisi, Pistoia e Livorno al PalaRadi) mandando un segnale inequivocabile al campionato, risalendo in undicesima posizione in classifica (virtualmente, al momento, in zona play-in) ma soprattutto dimostrando di aver trovato un assetto di squadra – nonostante l’infortunio di capitan Panni e le non ancora migliori condizioni di Bartoli (comunque importante domenica anche contro la sua ex squadra) – in grado di superare avversari di qualsiasi livello e difficoltà di varia natura.

E qui va dato merito al grande lavoro di coach Luca Bechi e del suo staff, grazie anche alla scelta (sposata in pieno dalla società) di saper ‘correggere’ la squadra che tra novembre e dicembre era incappata in un brutto periodaccio, e di portare a Cremona (liberato fortunatamente da Forlì) un vero e proprio equilibratore del quintetto in campo qual è Kadeem Allen.

Scelta quanto mai azzeccata (ad un certo punto è sembrato evidente che Garrett e McConico si calpestassero i piedi a vicenda), che ha permesso di avere in roster un play vero, affiancato in cabina di regia dal giovane talento in orbita di lancio Vecchiola e all’occorrenza da Panni, e di spostare Garrett nel ruolo a lui più confacente di guardia e togliendogli l’incombenza di dover portare palla. Grazie a questa unica ma oculata operazione, magicamente tutte le tessere del puzzle sono andate al loro posto.

Perché, va ribadito, la squadra costruita la scorsa estate dal direttore sportivo Panizza, da coach Bechi e dai vertici societari, aveva una sua logica di fondo assolutamente perfetta: due americani con un background importante (Garrett e McConico), due giocatori di grande esperienza (Panni e Bortolin), guardie giovani ma di valore (Vecchiola e Allinei), un confermato gruppetto di giocatori dal dimostrato attaccamento alla maglia (La Torre, Barbante e Bartoli) e un lottatore di grande temperamento (Del Cadia) a completare un ‘pacchetto’ lunghi mai così eterogeneo ma al tempo stesso omogeneo.

Un gruppo che non a caso aveva iniziato bene la stagione ma che ha messo inizialmente in evidenza quanto un giocatore di livello assoluto come Garrett non fosse completamente a suo agio, tanto è vero che dopo l’arrivo di Allen, il Billy da Chicago è diventato un vero incubo per le difese avversarie. Conoscendo le sue potenzialità, gli allenatori concorrenti hanno iniziato a marcarlo stretto, ma lui sa come comportarsi e anche in una giornata non brillantissima al tiro come quella di Verona, ha saputo mettersi a disposizione del gruppo mentre Allen ha sfoderato la sua classe segnando 17 punti, conditi da 8 falli subiti, 4 assist e 3 palle recuperate.

Ma quello di Verona è stato l’ennesimo successo del collettivo, tutti i ragazzi di Bechi sono andati a referto e scritto note fondamentali per la realizzazione dell’operazione settima sinfonia; e anche a Verona, giusto per ribadire il concetto, tutto è partito dall’organizzazione difensiva. Visto come stanno andando le cose, forse sarebbe il caso di anticipare i tempi e cominciare a programmare il futuro, sempre che non lo si stia già facendo.

È vero che la Ferraroni JuVi è sulla cresta dell’onda, ma il campionato di serie A2 non permette di sedersi sugli allori; questa settimana si torna al doppio appuntamento, con i ragazzi di Bechi che saranno già in campo domani sera al PalaRadi (alle ore 20.30) per affrontare la Givova Scafati reduce dal netto successo sul fanalino di coda Roseto. Sabato sera poi (ore 20) Panni e soci saranno di scena a Cividale del Friuli, ospiti della Ueb Gesteco facente parte del gruppo di cinque formazioni attualmente in seconda posizione in classifica.

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