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SERIE C

Calcio, Fogliazza: «Ottimo il traguardo playoff. E meritavamo di proseguire»

Il direttore generale della Pergolettese rivive la stagione: «A Vercelli avremmo meritato di vincere e non solo per il rigore fallito»

Dario Dolci

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redazione@laprovinciacr.it

09 Maggio 2022 - 10:52

Calcio, Fogliazza: «Ottimo il traguardo playoff. E meritavamo di proseguire»

Il direttore generale Cesare Fogliazza della Pergolettese

CREMA - Una stagione volata via tra alti e bassi, con un finale scoppiettante e in crescendo e un esito inatteso, storico, che non solo ha rimesso le cose a posto, ma che ha visto la Pergolettese andare oltre le aspettative. Cesare Fogliazza, direttore generale e socio di maggioranza del club gialloblù, la rivive riavvolgendo il nastro dall’inizio.

Partiamo dalla scelta di Lucchini come allenatore: è stata una scommessa?
«Stefano è un ragazzo che conosco, una persona che ha dei valori e che mi piace molto. L’ho seguito per tutto il suo percorso calcistico. Ha pagato un po’ di inesperienza e di sfortuna, ma sono certo che farà carriera».

Fosse stato un altro, l’esonero sarebbe arrivato prima?
«Sì. Ho aspettato a cambiare finché ho potuto, ma non potevo andare oltre e rischiare di perdere tutto. Ho parlato con lui, ha capito. Anzi, mi ha detto che si sarebbe aspettato che lo facessi prima».

Scegliendo Mussa, altro debuttante in serie C, con la squadra vicino all’ultimo posto in classifica, avete rischiato molto.
«In quel momento ci siamo guardati intorno, ma le proposte che avevamo non ci convincevano e poi mancavano solo nove partite alla fine. Mussa conosceva l’ambiente e i giocatori, avendo fatto il match analyst. E poi lo avevo visto guidare gli Allievi Nazionali e la sua mi era parsa una squadra dinamica, aggressiva e che giocava un buon calcio. Magari un po’ sfrontata, ma bella da vedere. Ho fatto come con Contini quattro anni fa. Ho provato, sapendo che avrei potuto rivedere una scelta che in società è stata combattuta».

E invece è andata bene ancora una volta. Addirittura meglio del previsto.
«Mussa ha messo del suo nella salvezza, anche con scelte che parevano azzardate. A Trieste mi sono reso conto di quanto si impegnasse per vivere l’opportunità da protagonista, voleva giocarsela fino in fondo. Lo spirito era quello giusto. Alessio Tacchinardi gli ha dato la mano facendolo sentire più protetto».

Al mercato di gennaio avete fatto poco: pensavate che la squadra fosse già sufficientemente attrezzata?
«Quando abbiamo costruito la rosa l’estate scorsa, sapendo che entravamo nell’anno del 90° abbiamo preso 28 giocatori perché volevamo fare bene, spendendo più della stagione precedente. Di solito ci fermavamo a 23-24. A gennaio ero convinto che bastasse un giocatore di esperienza in mezzo al campo ed è arrivato Mazzarani. Alla fine abbiamo centrato il grande e storico traguardo dei playoff e c’è il rammarico di non essere andati avanti. A Vercelli avremmo meritato di vincere e non solo per il rigore fallito. I tiri dal dischetto si possono anche sbagliare».

I vecchi sono stati determinanti per l’obiettivo finale.
«Perché erano uomini prima ancora che bravi calciatori. Vuol dire che abbiamo scelto bene, ma tutto il gruppo era sano. Gli anziani hanno trasmesso molto ai giovani. Abbiamo uno zoccolo duro e quest’anno vedremo di fare qualche conferma in più del solito. Arini, Lambrughi, Varas, Soncin, Lucenti e Guiu Vilanova sono nostri giocatori. Con Bariti abbiamo già parlato; non c’è ancora la firma ma siamo già d’accordo».

A proposito di conferme: quale è la posizione del tecnico Mussa?
«In settimana ci incontreremo e inizieremo a parlare. Quest’anno vogliamo muoverci prima».

In sede di mercato, ci sarà molto da lavorare sui giovani. Tanti sono in prestito e torneranno alle società di appartenenza.
«Il portiere Soncin è nostro. È maturato molto rispetto a inizio stagione. Nelle prime gare ha pagato la voglia di strafare. Vitalucci, se riteniamo che possa essere utile, può restare. Dovremo sostituire Villa e Morello, che sono in scadenza, ma se possono andare a migliorare è giusto che vadano. Credo che Morello abbia delle possibilità di andare all’Ascoli, ma è solo un mio pensiero. Oltre al portiere, un difensore, un centrocampista e una punta saranno Under».

Oltre alla prima squadra, anche Primavera e Allievi hanno centrato i playoff.
«Nel settore giovanile investiamo tanto e ogni anno miglioriamo. Sono contento di come stanno andando le cose. Gli sforzi della società sono ripagati».

Tornando alla prima squadra. Negli scorsi anni c’è sempre stata una lunga pausa dopo la fine del campionato; quest’anno vi muoverete in anticipo?
«Lo stiamo già facendo. Prima l’allenatore e i rinnovi e poi penseremo al resto».

Prima di chiudere l’intervista, Fogliazza ci tiene a spendere una parola per la Cremonese.
«Tornare in serie A dopo 26 anni è stato un riconoscimento per il lavoro svolto dal Cavalier Arvedi. Sono contento per lui e per il mio amico Ariedo Braida. Il suo arrivo a Cremona ha fatto bene alla società».

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