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LO SPORTIVO DAL CUORE GREEN

Il 18enne Gabriele Gregori: «Po da curare e ripopolare»

Il canottiere della Bissolati sente di dovere restituire qualcosa al Grande Fiume. Ha lanciato l’iniziativa #RiPoPuliamolo perché «per Cremona è una risorsa e va reso fruibile a tutti»

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06 Gennaio 2022 - 09:25

Il 18enne Gabriele Gregori: «Po da curare e ripopolare»

Gabriele Gregori aiutato dall’amico della Canottieri Baldesio Mario Guareschi

CREMONA - Il Po, per Gabriele Gregori, non è mai stato solo un campo d’allenamento. Lui, fresco diciottenne che frequenta la quarta Blsa al Liceo Aselli, solca le acque del Grande Fiume ogni giorno per preparare le gare di canottaggio nelle quali difende i colori della Bissolati. È appena passato in Under 23 e sta lavorando duramente per rincorrere il sogno iridato nel singolo e nel doppio, categoria pesi leggeri, ma al fiume sente di dover restituire qualcosa. Per questo, all’inizio per gioco e poi sempre più seriamente, ha dato vita a un progetto che sta attirando l’attenzione di istituzioni e appassionati e punta a raggiungere obiettivi nobili ed ambiziosi.

Il 18enne della Bissolati Gabriele Gregori durante una gara di canottaggio

TUTELA DEL FIUME E DELLE SUE SPIAGGE

«Quest’estate – racconta Gregori – nei ritagli di tempo, con gli amici tutti in villeggiatura, ho iniziato a raccogliere i rifiuti che

La scorsa estate ho iniziato a raccogliere i rifiuti che trovavo in acqua e sugli spiaggioni

trovavo in acqua e sugli spiaggioni. All’inizio lo facevo quasi come passatempo personale, pensando di unire una passione a un’opera utile per tutti, in primis per i canottieri che rischiano di incappare in rifiuti pericolosi per le proprie imbarcazioni e anche per la propria incolumità. Più mi sono dedicato alla raccolta e più ho capito quanto il mio impegno, individualmente, fosse poco incisivo rispetto a quello che serve alla tutela del fiume e delle sue spiagge. Per questo ho iniziato a immaginare un progetto che potesse coinvolgere sempre più le persone e le istituzioni in modo tale da mettere a sistema diversi aspetti e provare ad abbracciare sia il lato ecologista che quello votato più puramente alla valorizzazione di una risorsa com’è il Po per Cremona».

Una barca a riva colma di materiali inquinanti abbandonati e recuperati nel Grande Fiume da Gabriele

Cos’ha pensato di fare?
«Anzitutto ho iniziato a pubblicare sui social gli esiti delle mie raccolte, cercando di sensibilizzare amici e conoscenti sul tema e chiedendo la massima condivisione di quanto pubblicato. È nato così l’hashtag #progettoPo che a breve potremmo cambiare per dare una maggiore identità a ciò che facciamo in #RiPoPuliamolo. Lo scopo è di pulire il Po ma anche di ripopolarlo, di renderlo fruibile a tutti. Ho ricevuto molti riscontri, sia da privati che dalle istituzioni e così il progetto si sta strutturando in varie direzioni che spero possano condurre a risultati importanti».

Ha parlato con l’assessore allo Sport, Luca Zanacchi?
«Sono stato ricevuto dall’assessore, che ringrazio per la disponibilità, e grazie al suo intervento ho ottenuto un appuntamento con il vicesindaco per cercare di programmare una serie di attività connesse al progetto. Il Comune mi sta consigliando e ascoltando e sono davvero contento di poter dialogare con le istituzioni perché è ovvio che solo con il loro appoggio si possa pensare di fare qualcosa di davvero incisivo per il Grande Fiume».

Il 18enne canottiere Gregori mentre libera un albero da un telo di plastica

Quante uscite ha fatto ad oggi e quanto ha raccolto?
«Ho fatto oltre una trentina di uscite in solitaria e ho sempre raccolto oltre 25 chili di spazzatura a ogni uscita. Una volta sono riuscito a caricarne addirittura 70. Per ora ho fatto una decina di uscite di gruppo, tra amici e conoscenti del canottaggio in modo tale da unire le forze. Questo sarebbe l’approdo del progetto».

Una raccolta di gruppo?
«Non solo. L’idea è quella da un lato di calendarizzare una serie di uscite ufficiali che permettano alla gente di fare raccolta ma anche di conoscere meglio il Po e le sue opportunità. Dall’altra vogliamo estendere il progetto alle scuole, andando a parlare negli istituti per provare ad organizzare giornate simili anche per gli studenti cremonesi. L’impatto su una fascia d’età come quella scolare potrebbe essere davvero prezioso sia in termini di sensibilizzazione al tema che agli sport che si praticano lungo il fiume».

Sta pensando anche a un modo per sostenere economicamente il progetto?
«Stiamo valutando l’opportunità di creare un articolo indispensabile per chi vive il fiume come lo scaldacollo, personalizzato e distintivo da cedere in cambio di un’offerta a sostegno del progetto. Un modo per procurarci mezzi e sostenere le spese necessarie per dare maggior respiro possibile a questa idea».

Una bottiglia di plastica abbandonata sul greto del fiume Po a Cremona

C’è un obiettivo ulteriore, però.
«Sì, ed è quello di far conoscere e far vivere il fiume alla gente il più possibile. Oggi il Po caratterizza Cremona ma non tutti lo conoscono e lo possono vivere appieno. Mi piacerebbe che anche i profani del fiume capissero le opportunità che esso offre, sia in termini sportivi che ludico ricreativi e avessero la possibilità e l’occasione di viverlo e sentirlo proprio in modo tale da renderlo davvero un patrimonio diffuso e condiviso per il territorio cremonese».

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