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BASKET SERIE A

Pick & Roll. Vanoli, una mazzata all'orgoglio

Sconfitta pesantissima quella rimediata dai biancoblù di coach Galbiati, per la classifica intricata ma soprattutto per le enormi difficoltà incontrate dai giocatori nel riuscire a stare sul campo

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

22 Novembre 2021 - 10:51

Pick & Roll. Vanoli, una mazzata all'orgoglio

Una conclusione di Malcolm Miller

CREMONA - «Dobbiamo capire che non manca molto ad esplodere definitivamente e dobbiamo trovare le chiavi per accendere definitivamente questa squadra». La frase è di coach Paolo Galbiati, rilasciata durante la conferenza stampa di presentazione dell'incontro che ha visto ieri sera la Vanoli Basket affrontare al PalaRadi la Carpegna Prosciutto Pesaro. Insomma, è difficile che un allenatore si lasci andare a certe dichiarazioni, vuoi per scaramanzia oppure per tenere alto il livello di tensione della propria squadra, dei propri giocatori. Invece, Galbiati ha evidentemente voluto rendere pubbliche le sue sensazioni, quelle della persona che – con il suo staff tecnico – vive più a stretto contatto con il gruppo, ne percepisce ogni minimo cambiamento di umore, le sofferenze o le capacità di far girare a dovere i meccanismi. Aveva, sempre il coach, messo comunque squadra e ambiente davanti alla necessità di mantenere l'attenzione massima - «Con Pesaro sfida insidiosa. Dovremo essere continui ed evitare black out» - per una gara che solo sulla carta si poteva pensare fosse 'facile' (sappiamo bene che, ad ogni livello, le partite facili non esistono mai, contro qualsiasi avversario); perché una sfida può riservare meno difficoltà solo se sei tu a indirizzarla sui binari più confacenti. In ogni caso, contano eccome le sensazioni che un allenatore riesce a captare.

Un timeout di coach Paolo Galbiati durante la gara con Pesaro

ASSENZE PESANTI, MA...

E così ieri sera, in diretta nazionale su Raisport, la Vanoli – priva per infortunio del proprio capitano e leader Peppe Poeta (rientrerà dopo la pausa per i primi due incontri di qualificazione che la Nazionale disputerà verso il Mondiale) e di Ismael Sanogo, anch’egli infortunatosi in allenamento – ha fatto esattamente il contrario di quello che auspicava il proprio allenatore. I biancoblu hanno giocato una delle peggiori gare della stagione, impacciati, inconsistenti, incapaci di giocare d’insieme, senza grinta e soprattutto senza cuore. Non valgono quegli ultimi minuti all’arrembaggio quando la nave era ormai in procinto di affondare, lasciando ad un avversario tenace di portare sull’Adriatico una posta in palio assolutamente meritata.

L'uscita dal campo dell'infortunato Jamuni McNeace. Sotto, una fase del match

A CACCIA DI SE' STESSA

Altro che a caccia di continuità di rendimento, la Vanoli deve andare a caccia di sé stessa, deve capire cosa vuole fare da

C’è modo e modo di perdere, a volte dai il massimo ma non basta, sputi sangue ma non riesci a venirne a capo

grande. Perché ieri sera, pur con tutti i guai fisici del mondo, si è dimostrata troppo piccola. C’è modo e modo di perdere, a volte dai il massimo ma non basta, sputi sangue ma non riesci a venirne a capo. Ieri sera al PalaRadi tutto questo non si è visto, si è giochicchiato nei primi due quarti permettendo ai pesaresi di rimanere a ruota grazie ad una serie infinita di errori e di palle perse. Emblematico il rientro in campo dopo l’intervallo lungo, con la Carpegna Prosciutto a fare riscaldamento nella propria parte del campo, mentre la maggior parte dei giocatori della Vanoli non si è capito cosa facessero. Davvero brutte sensazioni ha lasciato la prestazione della Vanoli che ora, fortunatamente, potrà rifiatare per la pausa del campionato. Intanto però il baratro si è fatto vicino, vicinissimo.

FOTO: FOTOLIVE

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