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Matteo vs Brindisi: una prima volta senza soddisfazione

Il baby d'oro Spagnolo non aveva mai giocato contro il club della sua città

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

28 Ottobre 2021 - 09:43

Matteo vs Brindisi: una prima volta senza soddisfazione

Matteo Spagnolo 18enne playmaker della Vanboli Cremona

CREMONA - Provate a pensare ad un bambino – facciamo che sia nato nel 2003 e magari a Brindisi - che, come tanti nostri figli, scopre sin da piccolo di avere una certa passione per la pallacanestro e intraprende la classica trafila in un club locale, facciamo quell'Aurora Brindisi conosciuta in terra di Puglia per la sua attività a livello giovanile, per poi proseguire l'attività nella Mens Sana Mesagne. Continuate a pensare a quel bambino che, giocando e divertendosi con i suoi compagni, mette in mostra doti particolarmente interessanti al punto di essere notato dai talent scout della Stella Azzurra Roma, da sempre fucina di giovani di grande talento e prospettiva per il basket nazionale. Così, quel bambino che nel frattempo è diventato ragazzino, a 13 anni (nel 2016) prepara le valigie, saluta la famiglia e si trasferisce a Roma inseguendo il suo sogno. Mentre è nella Capitale, il ragazzino è talmente bravo che arrivano le convocazioni azzurre prima nella selezione Under 15, poi nella Under 16, fino ad arrivare nel 2020 persino la chiamata del Ct Meo Sacchetti nella Nazionale maggiore. Intanto, le uscite del giovane brindisino con gli azzurrini vengono notate nientemeno che da una delle superpotenze della pallacanestro continentale, il Real Madrid, una delle squadre più titolate di Spagna e d'Europa, potendo vantare (tra gli altri trofei) 35 campionati spagnoli, 28 Coppe del Re, 10 Eurolega e 4 Coppe Saporta.

IL PRIMO CONTRATTO DA PRO

Il club spagnolo, come aveva fatto in precedenza con altri giovani talenti – tra questi la nuova stella della Nba, lo sloveno Luka Doncic -, chiama quel ragazzo partito da Brindisi per inseguire il suo sogno, diventando il primo giocatore italiano a militare nel settore giovanile dei blancos. Quel ragazzo, partito da casa a 13 anni e diventato in men che non si dica un talento pazzesco e che – scherzi del destino – di cognome fa Spagnolo (e di nome Matteo), a Madrid ha anche la soddisfazione di esordire in prima squadra. I dirigenti iberici vedono in lui un futuro talmente di prima grandezza, che la scorsa estate gli hanno fatto firmare un rinnovo di contratto da tre stagioni, prima di indirizzarlo in prestito alla Vanoli Cremona dove fare esperienza e prendere confidenza con la pallacanestro dei seniores. E nel frattempo, quel bambino diventato maggiorenne, ha scalato la classifica del Top 100 della Espn entrando di fatto – come capitato al predecessore Doncic - nel mirino della Nba, il campionato professionistico americano.

Matteo Spagnolo e coach Paolo Galbiati della Vanoli Basket Cremona

L'ASTRO NASCENTE

Bene, tornando coi piedi per terra (anzi, sul parquet), dopo aver fatto vedere eccellenti cose, in particolare nelle due gare casalinghe contro Fortitudo Bologna e Varese, pensate a quel bambino diventato 18enne, che per la prima volta - nella sua ancora breve carriera sportiva – affronta la squadra della sua città. Possibile immaginare ad un forte turbinio di emozioni e palpitazioni? Perché questo è quello che è andato in scena sabato sera al PalaRadi, e in diretta televisiva su Eurosport 2, nel secondo anticipo della quinta giornata del massimo campionato di serie A. Per la prima volta, l'astro nascente della pallacanestro italiana Matteo Spagnolo ha giocato contro la formazione più rinomata della sua città natale. Sicuramente il giovin Matteo avrebbe ambito ad un diverso risultato finale, magari anche ad una prestazione personale più incisiva, ma la pallacanestro è così, imprevedibile e bella perché non si può mai sapere fino alla fine chi riuscirà a portarsi a casa la posta in palio.

SEMPRE TRA I MIGLIORI IN CAMPO

Spagnolo, dal canto suo, ha terminato la gara contro la 'sua' Brindisi con un espulsione (insieme a Destiny Agbamu e Nick Perkins) per la sceneggiata finale - mancavano due centesimi due alla sirena, quindi assolutamente folle (la sceneggiata del più grande dei Perkins pugliesi) - inscenata dal (forte) lungo brindisino. Nei suoi 23 minuti scarsi di impiego sul parquet contro la squadra della sua città, il giovane predestinato ha messo a segno 10 punti (2-5 da due, 2-3 da tre), servito 3 assist ai compagni, perso tre palloni, catturato 3 rimbalzi. Non una prova da prima pagina, ma nemmeno una da dimenticare. Diciamo che anche Matteo ha risentito della incapacità, a lunghi tratti, della Vanoli di giocare una pallacanestro apprezzabile dal punto di vista di tenacia e determinazione. Si sapeva che la gara con Brindisi non sarebbe stata facile, ma la prossima volta sarebbe meglio iniziare a giocare prima di ritrovarsi sotto di 15 punti. Ecco, Spagnolo avrebbe avuto bisogno di un appoggio migliore da parte dei compagni, la maggior parte abulici per lunghi tratti del match. Fermo restando, che sin qui è sempre stato tra i protagonisti in positivo del gruppo biancoblu. Poi, improvvisamente, contro Brindisi la palla a spicchi è sembrata una pallina impazzita del flipper, ha cominciato a sbattere da tutte le parti del campo e, quasi inaspettatamente, la Vanoli è riuscita a rientrare.

AVANTI TUTTA VERSO LA CONSACRAZIONE

«Nel torbido si pesca meglio», recita una frase del classico e divertente film ‘Operazione sottoveste’ del regista Blake Edwards. E in effetti il parquet del PalaRadi è davvero sembrato, sul finire della contesa, un acquitrino dove si faceva fatica a concretizzare azioni ad hoc e dove la palla entrava nella retina col contagocce. Ma è proprio nella palude del gioco sporco e ruvido che i cremonesi sono riusciti a recuperare lo svantaggio e addirittura impattare a quota 72 a un minuto dal termine. Un rimbalzo concesso a Brindisi dalla Vanoli con troppa generosità, ha di fatto deciso la gara, ma per Spagnolo è stato un altro passo verso la consacrazione.

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