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CASALMAGGIROE

Ex ospedale, deserta anche la seconda asta

Ancora nessuna offerta per l’immobile di via Cairoli di proprietà dell’Asst. Leoni: «Il prezzo non è appetibile perché non allineato ai valori di mercato reali»

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

06 Marzo 2022 - 05:10

Ex ospedale, deserta anche la seconda asta

CASALMAGGIORE - Per la seconda volta è andata deserta l’asta pubblica per la vendita del vecchio ospedale di Casalmaggiore. Com’era avvenuto lo scorso anno, nessuno ha presentato offerte per l’immobile, vecchia «ferita» a due passi dal centro. L’Asst di Cremona, proprietaria dell’edificio posto in via Cairoli 136, dopo il primo avviso andato a vuoto aveva indetto una nuova asta pubblica al prezzo base di un milione e 470 mila euro, lo stesso del primo tentativo. Il complesso immobiliare è da anni in condizioni di avanzato degrado.

«La mancata presentazione di offerte — commenta il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Giovanni Leoni — è la conferma dello stato attuale del mercato immobiliare. I fabbricati messi in vendita, per essere appetibili, dovrebbero essere allineati con i valori di mercato reali ma è evidente che l’Asst, doverosamente, come ente pubblico, deve fissare un prezzo calcolato sulle tabelle dell’Agenzia delle Entrate. Questo, inevitabilmente, crea delle difficoltà che però potrebbero diminuire con il passare del tempo, perché dal terzo tentativo di vendita in poi si potrebbe giungere a una trattativa diretta. A suo tempo anticipai che si sarebbe dovuto attendere del tempo, dopo i primi tentativi, per vedere possibili interessamenti».

Leoni sottolinea che l’appetibilità dell’investimento è legata strettamente alla «sostenibilità dell’intervento. Un valore più basso dell’immobile può interessare solo se gli investitori calcolano in termini positivi la vendibilità della proposta, valutata nel suo contesto territoriale. Sicuramente quella proprietà ha un valore aggiunto intrinseco per la sua posizione strategica. È vicina al centro, a due passi dal fiume e dal percorso ciclabile Ven.To. Si tratta – continua Leoni – di un contenitore che si presta a progettualità di diverso respiro da parte di qualcuno che abbia una visione d’impresa. Si va dalla destinazione residenziale alla possibilità di aprire attività di ristorazione o di altro genere, dall’insediamento di laboratori al commercio, a servizi turistici connessi alla navigabilità del fiume, a eventuali bed & breakfast, a officine che sistemano biciclette, tanto per fare qualche esempio».

Il vicesindaco e Assessore all'Urbanistica Giovanni Leoni

Il vicesindaco si dice convinto che «le azioni portate avanti dall’amministrazione e le attività di trasformazione in corso nelle aree ex Enel ed ex Bottoli potranno portare a un sostegno del recupero edilizio anche per l’ex ospedale. Abbiamo già assunto decisioni come la rinuncia agli oneri di urbanizzazione come misura per facilitare un nuovo insediamento, una misura che siamo pronti a confermare con il nuovo Pgt». Qualcuno, osserviamo, si è chiesto se il Comune non possa essere, o non possa essere stato, interessato a procedere all’acquisizione del vecchio ospedale. «Penso che fino all’incirca al 2000, in tempi migliori, potesse anche essere presa in considerazione come ipotesi. Da lì in poi, e particolarmente negli ultimi due mandati amministrativi, no, non era sostenibile finanziariamente. L’amministrazione in carica, in testa il sindaco, si è dovuta occupare di sistemare situazioni complesse come la questione del gas e dell’illuminazione pubblica. Fortunatamente oggi, grazie al Pnrr e ad una ricerca continua delle opportunità offerte dai bandi, stanno arrivando tante ritorse a Casalmaggiore».

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