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LA SANITA' IN CONSIGLIO COMUNALE

Casalmaggiore, bagarre sull'autonomia. Spunta «l’atto dei sindaci»

Bongiovanni: «È un documento comune. Aspettiamo le elezioni di Marcaria per renderlo pubblico»

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

02 Ottobre 2021 - 11:03

Casalmaggiore, bagarre sull'autonomia. Spunta «l’atto dei sindaci»

CASALMAGGIORE - Sulla riforma sanitaria regionale esiste già un documento condiviso dai 27 sindaci della zona Oglio Po, ma verrà reso noto solo tra una quindicina di giorni. Lo ha detto il sindaco Filippo Bongiovanni in consiglio comunale, spiegando che per diffonderlo si attende l’esito delle elezioni nel Comune di Marcaria, in modo che il sindaco che si insedierà si possa esprimere sul tema. Dell’argomento si è parlato durante la discussione della mozione presentata dalla consigliera di minoranza Annamaria Piccinelli (Vivace e Sostenibile), respinta dal consiglio: un solo voto a favore, contrari tutti gli altri 14. La Piccinelli chiedeva di elaborare un percorso di lavoro per i sindaci che indicasse una comparazione degli scenari possibili, mediante anche la consulenza di tecnici e il coinvolgimento della cittadinanza, per la necessità di approdare ad un risultato «più che mai unitario, scientifico, privo di interferenze, come blocchi ideologici tra destra e sinistra o contrapposizioni tra Viadanese e Casalasco». Quanto al merito delle questioni, la Piccinelli si è detta favorevole «a uno scatto di autonomia dell’Oglio Po con la creazione di una nostra Asst».

Bongiovanni ha definito «un po’ strana e complicata» la mozione e ha riassunto la situazione, ricordando che la legge 23 del 2015 «è sperimentale e aveva bisogno di una revisione da parte di Agenas, l’agenzia che a livello nazionale valuta quanto le Regioni fanno, dando indicazioni prescrittive. La Lombardia ha una legge che si basa sulla presa in carico del malato, che però non è stata applicata, se non per un 10-15%, anche perché i medici di base si sono messi subito di traverso. Ebbene, secondo Agenas l’impostazione della presa in carico era l’unica cosa che andava bene ed ecco perché è emersa la proposta che i medici di base e i pediatri di famiglia finiscano sotto le Asst, anziché le Ats come ora. Lì capiremo se la sanità territoriale funzionerà o meno. Perché la questione principale è il cittadino che ha bisogno dell’intervento sanitario: se sta male, deve essere curato. Se è cronico, deve essere seguito in un certo modo». Bongiovanni ha anche aggiunto che alla Regione adesso interessa in primo luogo la medicina territoriale, quindi la progettazione delle case e degli ospedali di Comunità, da effettuare entro fine 2021, insieme alle Centrali operative territoriali, anche per poter intercettare i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, mentre al momento non c’è spazio per modificare le Asst e le Ats per una questione di risorse. Potranno essere effettuate modifiche, in due anni nel Milanese e in 36 mesi nel resto del territorio. Il documento dei 27 sindaci terrà conto necessariamente delle linee guida emerse. «Comunque, non siamo in ritardo su niente».


Di altro avviso Pierluigi Pasotto (Cnc), secondo cui il sindaco e la sua maggioranza dovrebbero anzitutto esplicitare la propria posizione: «Noi abbiamo fatto una iniziativa tecnico-politica redigendo un documento, grazie a Luigi Borghesi e Fabrizia Zaffanella, trovando un accordo sulla necessità di istituire una Asst Oglio Po, anche perché adesso stiamo rischiando di diventare pazienti itineranti o rivolti verso strutture private». Pasotto ha rivendicato il ruolo della politica, chiamata a riacquisire la propria autonomia e il proprio primato sui tecnici, «che ragionano da gestionali, con numeri e percentuali». Mario Daina (Cnc) ha richiamato alla necessità di intervenire: «Al di là dei 25 milioni previsti per adeguare la struttura, mi pare che il futuro sia difficile per l’ospedale Oglio Po. In più abbiamo una bomba che rischia di scoppiare che è quella della divisione del nostro territorio tra Cremona e Mantova. Per questo abbiamo fatto una proposta chiara sulla Asst Oglio Po. Oggi siamo arrivati al dunque. E un Comune come Casalmaggiore, capitale del Casalasco, deve essere guida rispetto a questa situazione e deve dire in termini chiari, insieme agli altri, come intende dare soluzione alla problematica». Bongiovanni ha risposto che una posizione espressa ora sarebbe come imporre una linea agli altri e ha contestato il metodo usato dal centrosinistra che ha diffuso una propria proposta con una fuga in avanti, in sostanza. Per Fabrizio Vappina (Cnc) la proposta del centrosinistra è nata «per mancanza di proposta politica». Una accusa rigettata dal sindaco: «Non accetto l’accusa di inerzia politica». Pasotto al sindaco: «Lei però ha presentato per primo al presidente Attilio Fontana un documento solo dei sindaci casalaschi, poi sono arrivati i mantovani. Non dica che siamo partiti prima noi». La Piccinelli, dopo il consiglio, ha commentato la bocciatura bipartisan alla sua proposta: «Deriva da un comune vecchio modo di fare politica. I partiti, anche quelli di paese, vivono su un eterno ring: a loro non interessa fare sintesi. Chi governa, invece, vive chiuso in una torre d'avorio».

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