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Con capitani coraggiosi Cremona va... in porto

Dalla storia romana al rilancio moderno, la città si prepara a diventare un hub strategico grazie alla Zona Logistica Semplificata. Progetti, finanziamenti e collaborazione tra pubblico e privati puntano a valorizzare il territorio e attrarre nuovi investimenti, con l’obiettivo di far decollare la navigazione fluviale e fluviomarittima lungo il Po

Paolo Gualandris

Email:

pgualandris@laprovinciacr.it

15 Marzo 2026 - 05:25

Con capitani coraggiosi Cremona va...  in porto

Divitem coloniam (ricca colonia) costellata di amoenissima aedificia (edifici deliziosi) e con gravia auro templorum dona (i doni dei templi pesanti d’oro). La descrizione è tratta da Historiae di Tacito (Libro III, 33) e si riferisce alla situazione di Cremona al I secolo avanti Cristo.

Tra alti e bassi, per la sua posizione è stata strategica per i commerci, un collegamento fondamentale che Cremona aveva sempre avuto con il sistema fluviale padano e con l’Adriatico, fino all’Alto Medioevo, e poi ancora nel corso dei secoli. Tutto questo principalmente grazie al fatto di essere un porto sul Grande Fiume.

Dall’inizio del ’600 il declino, il colpo di grazia dato dall’epidemia di peste del 1630, descritta da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi; la città non recupererà mai più l’antico prestigio rivestito anche nel lungo periodo dal Medioevo al Rinascimento.

Si deve attendere il 1911 per riavere segnali di vitalità, con il primo progetto per la realizzazione di un moderno porto fluviale, promosso dal Comitato cremonese di navigazione interna.

Solo nel dopoguerra, con l’approvazione nel 1953 del Piano Regolatore Generale il via ai lavori per la realizzazione del canale Milano-Cremona-Po e del porto di Cremona.

Nella consapevolezza che la realizzazione del porto di Cremona non costituiva solo un problema locale, ma riguardava tutta l’Italia settentrionale auspicando nel contempo la soluzione dei problemi prospettati mediante l’adozione di un’organica politica di gestione del Po e della valle padana.

Una lunga storia, costellata di ambiziosi progetti (e di altrettanto amare delusioni) che testimonia però la consapevolezza dell’urgenza di avere un grande porto fluviale. Un sogno che potrebbe essere oggi a una svolta storica.

Sono numerose le idee e i progetti per potenziare la navigazione fluviale e fluviomarittima nel Po, che vedono nel porto di Cremona il terminale ideale per giungere nel cuore della regione più industrializzata d’Italia.

Ora, si tratta di risolvere l’annoso problema della navigabilità del fiume, in quanto senza la garanzia di poter praticare la navigazione commerciale e turistica per un congruo numero di giornate annue, almeno 340, non si troverà nessun soggetto, pubblico o privato, disposto ad impegnare le cospicue somme necessarie alla costituzione di una moderna flotta fluviale e fluviomarittima.

Intanto si tratta di rimettere il turbo al porto. Cioè di fare decollare la cosiddetta Zls, Zona Logistica Semplificata, che ha già in dotazione per questo triennio cento milioni di euro all’anno.

Per questo servono progetti e finanziamenti, in un connubio tra pubblico e capitali privati.

Tra i compiti istituzionali di un giornale locale c’è anche quello della valorizzazione del suo territorio di competenza. E, quando è il caso, come per esempio nel frangente attuale e su questo tema, agire come come ‘agente stimolatore’.

La Zls, che non riguarda solo Cremona ma anche altri otto Comuni, è un’occasione da fare fruttare al meglio nel quadro di un rilancio dell’economia provinciale.

Per questo abbiamo pensato di organizzare un incontro pubblico tra tutti gli stakeholder. Grazie anche alla collaborazione con l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, attorno allo stesso tavolo, in sala Guarneri della Fiera di Cremona, mercoledì 18 a partire dalle 11 siederanno enti pubblici e imprese direttamente coinvolte.

Ambizioso e chiaro l’obiettivo indicato nel titolo dato all’incontro: ‘Aumentare la forza attrattiva di Cremona grazie alla Zona Logistica Semplificata’.

Tecnici della regione illustreranno le modalità e le utilità nel quadro della strategia regionale per l’attrazione degli investimenti. A seguire le riflessioni sulla Zls come leva per il rafforzamento degli ecosistemi strategici di Stefano Storti, vicepresidente dell’Associazione degli Industriali della provincia di Cremona con delega a Trasporti e infrastrutture, Luciano Baresi, prorettore del polo cremonese del Politecnico di Milano, e Francesco Timpano, docente dell’Università Cattolica di Milano. Cioè le tre istituzioni che possono avere i ruoli maggiori sia dal punto di vista progettuale che operativo ed economico.

Un confronto al termine del quale Guidesi trarrà le conclusioni.

Giusto sul giornale di ieri l’assessore regionale ha spiegato perché ritiene strategico il confronto: «La Zls deve rappresentare prima di tutto un cambio di mentalità. Deve essere lo strumento perché il territorio cremonese non aspetti, ma proponga. I cremonesi non devono essere spettatori, devono essere attori protagonisti». Appunto.

Per attrarre capitali e investimenti da fuori, il territorio deve anzitutto essere capace di mostrare una grande coesione nella consapevolezza dell’importanza della sfida: rafforzare le realtà che già operano nel Cremonese, nonché diventare fattore di attrazione per nuovi investimenti.

I punti di forza della Zls sono chiari e precisi. Il primo è il Suap, Sportello unico digitale per le attività produttive, vale a dire avere un punto unico di investimento e quindi un’interlocuzione più semplice rispetto ai diversi soggetti pubblici coinvolti.

Il secondo, già normato, è la riduzione dei tempi autorizzativi di almeno il 30 per cento rispetto alle procedure standard per quanto concerne diversi procedimenti, come le autorizzazioni ambientali.

Inoltre, sono previste procedure accelerate e il silenzio-assenso: i termini per il rilascio di autorizzazioni e licenze saranno ridotti della metà e in caso di mancata risposta entro i termini previsti, gli atti si intendono approvati.

Il terzo punto riguarda la decontribuzione e il credito d’imposta, confermato nella legge di Bilancio anche per il 2026, la cui stabilizzazione pluriennale e strutturale viene confermata.

La Zls può diventare lo strumento capace di produrre un cambio di mentalità e culturale in un’area che ha tanto da dire e tanto da mettere sul tavolo. Il porto di Cremona è dormiente, diciamo così, serve un’accelerazione decisa e consapevole per risvegliarlo.

La scommessa di riportare Cremona... in porto necessita di capitani coraggiosi, anzitutto dentro il territorio, alfieri capaci di essere d’esempio per attrarne da fuori. E, tornando a Tacito, farla rivivere come ‘divitem coloniam’.

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