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PALCOSCENICO, CHE PASSIONE!

«Palestra per l’anima» se il teatro è ‘leggero’

Soresina, vent’anni fa il primo spettacolo della compagnia Operazione Musical di Gregorat

Nicola Arrigoni

Email:

narrigoni@laprovinciacr.it

03 Gennaio 2026 - 11:18

 «Palestra per l’anima» se il teatro è ‘leggero’

SORESINA - «Operazione Musical nasce quasi per caso, da una proposta dell’oratorio», racconta Nicola Gregorat, fondatore e anima della compagnia soresinese. «Era il 2003, e don Marco Anselmi ci aveva invitato a organizzare qualcosa di teatrale per i ragazzi. Io e Giuseppe Grammi abbiamo accettato la sfida, spinti dalla passione per la musica e per il palcoscenico. Da lì è partito tutto».

La prima esperienza arriva nel 2006, «ancora in modo un po’ artigianale», ricorda Gregorat, ma con un entusiasmo che da allora non si è più spento. Dopo alcuni anni di attività sotto l’egida dell’oratorio, nel 2010 nasce ufficialmente l’associazione culturale Operazione Musical, che segna la svolta organizzativa e artistica del gruppo. «Sentivamo il bisogno di costruirci una nostra identità. All’inizio eravamo una realtà locale, ma presto abbiamo cominciato a girare, portando i nostri spettacoli anche fuori da Soresina, a Crema, Caorso e in altri teatri della zona». I primi titoli a segnare la crescita del gruppo sono stati Mamma Mia! e Grease, ma è con La Bella e la Bestia, nel 2017, che la compagnia compie un salto di qualità. «Quello spettacolo è stato una vera svolta. Abbiamo cominciato a strutturarci come una compagnia vera e propria, coinvolgendo un vocal coach, uno scenografo, una costumista, un coreografo e un addetto stampa. Io ho lasciato la regia per dedicarmi alla parte organizzativa, e abbiamo alzato l’asticella della qualità. Da allora tutto è cambiato».

Da La Bella e la Bestia in poi arrivano Sister Act, Peter Pan, una nuova versione di Mamma Mia! e diverse commedie, fino a superare le cento rappresentazioni. Ma accanto al palcoscenico, Operazione Musical è diventata anche un centro culturale a 360 gradi. «Oggi siamo più di 110 soci», spiega Gregorat. «Circa quaranta-cinquanta fanno parte della compagnia artistica, gli altri partecipano alle nostre attività collaterali: corsi di teatro, danza, fitness musicale, latino americano. Da qualche anno organizziamo anche una rassegna cinematografica, tre cicli all’anno con film scelti attorno a un filo conduttore e introdotti da una nostra collaboratrice appassionata di cinema». Nel 2017 è nato anche il filone comico, per dare spazio a chi voleva recitare senza necessariamente cantare o ballare. «Abbiamo portato in scena Taxi a due piazze, Battute fuori scena e Quando dici una bugia dilla grossa, mentre a gennaio debutterà Allegro… i chirurghi!», racconta con entusiasmo. «A noi piace fare un teatro che faccia sorridere. È bello vedere il pubblico uscire leggero, con il buonumore».

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Peter Pan

La filosofia dell’associazione è chiara e condivisa da tutti: nessuno percepisce compensi, ma tutti investono tempo, energia e passione. «Noi vogliamo fare le cose bene, spendiamo anche molto per scenografie, costumi e service professionali, ma nessuno viene pagato. Lo spirito è quello del dono: c’è chi paga una palestra per allenarsi, noi invece ci alleniamo alla bellezza, al lavoro di squadra. È una palestra dell’anima».

Nel 2023 è arrivata una nuova sfida: la gestione del Teatro Sociale di Soresina. «Il sindaco Alessandro Tirloni ci ha contattati per capire se eravamo disponibili a prenderci carico della gestione tecnica e del supporto. Abbiamo valutato insieme al gruppo e abbiamo deciso di accettare. È un impegno grande, ma anche un onore. Ci occupiamo dell’accoglienza, delle maschere, del service, della manutenzione, e supportiamo le compagnie che arrivano in stagione. L’obiettivo è valorizzare un piccolo gioiello della nostra città, renderlo vivo e accogliente».

Ma l’impegno non si ferma qui. Operazione Musical ha lanciato un nuovo progetto: l’Officina Storica del Teatro Sociale di Soresina. «È un’idea a cui tenevamo molto», spiega Gregorat. «Vogliamo raccogliere in un unico luogo tutto il materiale legato al teatro: cartelloni, locandine, fotografie, testimonianze degli attori e degli spettatori. Non sarà un archivio statico, ma un laboratorio vivo, dove la memoria diventa punto di partenza per nuove esperienze. L’abbiamo chiamata ‘officina’ proprio perché vogliamo che resti in movimento, aperta alla comunità». Guardando indietro, Gregorat riflette con un sorriso: «Siamo partiti in pochi, senza grandi ambizioni, e oggi Operazione Musical è diventata un punto di riferimento. All’inizio bisognava spingere tanto per farci conoscere, ora il pubblico viene anche solo sulla fiducia, sapendo che troverà uno spettacolo curato e un pomeriggio di divertimento. Questo per noi è il risultato più bello».

Dal 2003 a oggi, vent’anni di teatro, di prove, di palcoscenici e di amicizia. Una storia che racconta come una passione condivisa possa diventare un’occasione per far crescere una comunità intera.

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