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LA STORIA

Casalmaggiore, Antonella e le chitarre di Tavolazzi

Una casalese fa ricerche sul bisnonno Gaetano e il nonno Gabriele. Il grande bassista ha due strumenti dell’antenato e li dona alla famiglia

Fabio Guerreschi

Email:

fguerreschi@laprovinciacr.it

19 Maggio 2022 - 05:10

Casalmaggiore, Antonella e le chitarre di Tavolazzi

Antonella Pareschi e Ares Tavolazzi

CASALMAGGIORE - È la classica storia fatta di coincidenze, incontri inaspettati e relazioni che nascono, si intrecciano, si rincorrono e si sovrappongono. E tutto ruota attorno ad Antonella Pareschi e alla sua voglia di conoscere la storia della propria famiglia di liutai ferraresi, trapiantati a Casalmaggiore, e del progetto di scrivere un libro sulle vicende della sua famiglia e soprattutto del bisnonno Gaetano e del nonno Gabriele.


E poi c’è l’incontro inaspettato con Ares Tavolazzi (che domani sera suonerà al Museo del Violino con Sergio Cammariere) e il dono inaspettato che riempie Antonella di gioia e commozione.
«La mia ricerca, che spero possa diventare un libro – racconta Pareschi – inizia dall’interesse del liutaio di Casalmaggiore Matteo Marsili. Va al cimitero e scopre la tomba di mio nonno Gabriele e si incuriosisce. Poi, casualmente, ci conosciamo e iniziamo la ricerca che parte dal mio bisnonno Gaetano. Andiamo a Ferrara, dove spero di trovare qualche strumento di nonno e bisnonno da fotografare, perché non possiedo nulla del loro lavoro. Ci dicono che forse Ares Tavolazzi potrebbe avere qualcosa. Il suo papà Eros infatti era molto amico del mio bisnonno Gaetano e si fece costruire due strumenti: nel 1958 una chitarra elettrica, copia del modello Piretti, e nel 1969 una chitarra acustica».


Alla ricerca della storia dei liutai ferraresi Pareschi, si aggiunge nel frattempo anche Giovanni Intelisano, ricercatore del settore, che nel 1996 aveva intervistato il nonno Gabriele a Casalmaggiore. «Contatto Tavolazzi per mail – prosegue Antonella – e mi conferma che ha ancora le due chitarre». Ma la sorpresa arriva con una mail successiva. «Avrei deciso – scrive Tavolazzi – di fare dono a te e alla tua famiglia delle due chitarre di Gaetano Pareschi. Mi fa piacere pensare che questi strumenti possano tornare alla tua famiglia e credo che anche mio padre sarebbe stato d'accordo».
La gioia di Antonella è forte e l’incontro con Tavolazzi – ai primi di maggio a Treggiaia in provincia di Pisa – è pieno di emozioni, di sensazioni, di gratitudine. «Non me l’aspettavo proprio – commenta Antonella -. Sono le prime cose che ho del mio bisnonno e del mio nonno. Inoltre Tavolazzi mi ha parlato del rapporto che legava il suo papà al mio bisnonno. Tutto materiale che andrà a far parte del libro che vorrei scrivere. Ho già il biglietto per il concerto al Museo del Violino, ma l’ho comprato mesi fa, prima che accadesse tutto questo».


Sul libro Antonella aggiunge: «È da oltre un anno che stiamo raccogliendo i documenti sulla mia famiglia e ne approfitto per dire che chi avesse notizie e foto che riguardano Gaetano e Gabriele Pareschi può scrivere alla mail pareschi.gaetanogabriele.violins@gmail.com. Con questo materiale mi piacerebbe creare un archivio online accessibile a tutti». Una famiglia votata alla musica, quindi, se si considera che il padre di Antonella, Gianfranco, è stato batterista nella orchestre da ballo (tra cui Enzo e Terry) ed è stato lui, per avvicinarsi proprio all’orchestra che nel 1970 si trasferì da Ferrara e Casalmaggiore. E poi c’è un’altra Antonella Pareschi, figlia di Giancarlo, secondogenito emigrato in Brasile, che come il padre è diventata primo violino del teatro municipale di Rio de Janeiro.

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