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A GIUGNO GRANDE ASTA A NEW YORK

Ecco lo Stradivari da record, vale venti milioni di dollari

Potrebbe essere lo strumento del grande liutaio cremonese venduto alla cifra più alta di sempre

Lucilla Granata

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redazione@laprovinciacr.it

17 Maggio 2022 - 05:00

Ecco lo Stradivari da record, vale venti milioni di dollari

CREMONA - Sarà messo all’asta il prossimo 9 giugno, a New York, un violino Stradivari del XVIII secolo il cui valore potrebbe aggirarsi attorno alla straordinaria cifra di 20 milioni di dollari. Sarebbe la più alta mai pagata per uno strumento realizzato dal grande liutaio. Per i cremonesi Antonio Stradivari non è una scoperta, ma uno dei personaggi più famosi e illustri a cui la città ha dato i natali. Il liutaio che ha costruito nel corso della sua vita migliaia di strumenti a corde di eccezionale fattura. Stradivari ha realizzato violini, viole, violoncelli, chitarre e arpe e molti altri strumenti che sono stati utilizzati anche da noti musicisti come Niccolò Paganini e Giovanni Battista Viotti. La notizia che un suo violino del 1714, noto come «da Vinci-ex Seidel» verrà battuto all’asta a New York è iniziata a circolare nelle scorse ore. Si tratta del primo strumento della cosiddetta «epoca d’oro di Stradivari» ad essere messo all’asta e ci si aspetta di raggiungere davvero quella cifra record. Per «epoca d’oro» si intende il decennio che va dal 1710 al 1720. A trattare il violino «da Vinci-ex Seidel» sarà la Casa d’aste Tarisio, specializzata in questo genere di oggetti. Prima di essere messo all’asta, il violino verrà esposto in una serie di visite private e riservate ad esperti e collezionisti che si terranno a Londra, Berlino, Pechino, Shanghai, Hong Kong e New York.


Secondo gli esperti, la vendita del «da Vinci» potrebbe sorpassare quella relativa a un altro violino realizzato da Stradivari e venduto, 11 anni fa, per beneficenza, per 16 milioni di dollari. Il ricavato era stato devoluto alle vittime del terremoto e dello tsunami del 2011 in Giappone.
Nel suo settore Stradivari è universalmente riconosciuto come uno dei migliori liutai di tutti i tempi e il violino «da Vinci-ex Seidel» rappresenta sicuramente uno dei suoi capolavori. Lo strumento prende nome da uno dei suoi proprietari, Toscha Seidel, un musicista di origini russe che lo acquistò nel 1924. Seidel comprò il «da Vinci» da Emil Herrmann a New York e la notizia all’epoca è stata riportata anche sulla prima pagina del «New York Times».

Il conservatore del Museo del Violino, Fausto Cacciatori


Il nome «da Vinci», invece, sembra essere stato assegnato dal commerciate Albert Caressa. «Capisco che la cifra che sembri impressionante, ma in realtà rientra nelle valutazioni che sono state assegnate negli ultimi anni a questo tipo di strumenti», spiega Fausto Cacciatori, Conservatore delle Collezioni del Museo del Violino. «Negli ultimi anni c’è stata una crescita significativa delle quotazioni delle opere di Stradivari. In particolare proprio delle produzioni degli anni d’oro. Sono gli strumenti più ricercati dai grandi solisti, anche se non sono loro i possibili acquirenti. Alle aste, infatti, acquistano grandi collezionisti, grandi imprenditori o grandi fondazioni. La platea tipica di questo tipo di aste. Chi se lo aggiudica, poi, potrebbe decidere di affidarlo ad un grande musicista. L’attuale proprietario, che è un giapponese titolare di una catena di ristoranti e grande appassionato e collezionista, lo acquistò nel 1974, a tre milioni di dollari, in un’asta a Londra.

La foto comparsa sulla prima pagina del «New York Time» quando Seidel comprò il «da Vinci» da Emil Herrmann

Ma prima ancora, negli anni Venti, fu venduto per 400 mila dollari. Considerando l’aumento costante del suo valore, lo si può considerare un vero bene rifugio. Del resto, è un violino veramente straordinario. Opere che sarebbe bello vedere nei musei, perché il museo ha un fondamento che è quello di far fruire un patrimonio a tutti. Un collezionista privato, invece, fa un investimento perché apprezza le opere d’arte, certo, ma spesso perché a distanza di anni sa di poterci guadagnare molto. L’offerta di apertura dello Stradivari sarà di 8 milioni, ma probabilmente il prezzo di riserva potrebbe essere, come detto, quello dei 20 milioni di cui si parla. Sempre ammesso che venga venduto, perché si potrebbe non arrivare al prezzo stabilito. Ci sono illustri precedenti a tale riguardo».

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