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CREMONA A TEATRO!

Stefano Bollani, il concerto al Ponchielli su Rai5

La scaletta tutta americana pensata dalla United Soloists Orchestra insieme all'istrionico pianista

La Provincia Redazione

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27 Novembre 2021 - 09:53

Stefano Bollani, il concerto al Ponchielli oggi su Rai5

Stefano Bollani

CREMONA - Stefano Bollani con Gabriele Evangelista al contrabbasso e Bernardo Guerra alla batteria avevano aperto lo scorso 7 maggio la Stagione del Teatro Ponchielli di Cremona, accompagnati dalla United Soloists Orchestra. Il concerto viene riproposto, sabato 27 novembre alle 18.55, su Rai5. La direzione è affidata al giovane direttore d’orchestra e fagottista Arseniy Shkaptsov. In programma musiche di George Gershwin, Duke Ellington e Stefano Bollani. 

LA SCALETTA DEL CONCERTO. La serata - che aveva il sapore di una festa, di un grande ritorno comunitario molto più che di un concerto - inizia però prima di Corea, ma sempre sotto i raggi del sole. Apre infatti le danze la Cuban Overture, una coloratissima e caraibica, poi lirica e maestosa, e poi di nuovo canterina parata musicale scritta 89 anni fa anni fa da George Gershwin, tra i pochi autori in grado di ricreare un intero mondo posizionando note sul pentagramma, proprio come uno scrittore fa in un romanzoLa saletta tutta americana pensata dalla United Soloists Orchestra insieme a Bollani continuava con Three black kings, sontuosa e ultima composizione di Duke Ellington, una lunga visione in note datata 1974, una traversata dal respiro millenario che, per ispirazione, dalle vicende bibliche di Baldassarre e Salomone, porta fino a Martin Luther King. 

Poi Rhapsody in Blue di Gershwin. La fantasmagoria pianistica che arriva come un ciclone poco dopo è seguita in religioso silenzio dalla sala, in attesa del caldo e gioioso rientro dell’orchestra in partitura. Una festa che continua con Bollani sempre più in empatia col suo pubblico grazie a Concerto verde, composizione firmata dallo stesso pianista milanese che debuttò due anni fa in una serata argentina. L’elegante fraseggio pianistico iniziale del concerto fa da prologo a un crescendo in cui si alternano trascinanti parentesi intrise di tango e ariose aperture orchestrali a stemperare. Il Bollani più selvaggio e multiforme che conosciamo è però quello che si scatena istrionico, e sobbalzando sul seggiolino del piano, nel finale: una corsa a briglia sciolta lanciata in trio con Gabriele Evangelista al contrabbasso e Bernardo Guerra alla batteria.

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