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DI NUOVO IN SCENA

Il genio di Stefano Bollani riapre il sipario del Ponchielli

La serata ha il sapore di una festa, di un grande ritorno comunitario molto più che di un concerto

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07 Maggio 2021 - 23:37

CREMONA - La serata ha il sapore di una festa, di un grande ritorno comunitario molto più che di un concerto. La scaletta tutta americana che la United Soloists Orchestra ha pensato insieme a Stefano Bollani (il grande irregolare del jazz italiano che comparirà sotto i riflettori solo nella seconda metà della serata) si apre con Cuban Overture, parata musicale scritta 89 anni fa anni fa da George Gershwin, e continua con Three black kings, sontuosa e ultima composizione di Duke Ellington, una lunga visione in note datata 1974, una traversata dal respiro millenario che, per ispirazione, dalle vicende bibliche di Baldassarre e Salomone, porta fino a Martin Luther King. Lui, Bollani, appare finalmente e completamente vestito di bianco dopo un sonoro Buonasera! rivolto al pubblico, ricambiato da un caldo applauso mentre l’orchestra attacca col celebre inizio della Rhapsody in Blue di Gershwin. La fantasmagoria pianistica che arriva come un ciclone poco dopo è seguita in religioso silenzio dalla sala, in attesa del caldo e gioioso rientro dell’orchestra in partitura.

Una festa che continua con Bollani sempre più in empatia col suo pubblico grazie a Concerto verde, composizione firmata dallo 

Siamo tutti emozionati - racconta Bollani al microfono -: a me sembra di non suonare da 23 anni! È bello ricominciare da questo teatro fantastico

stesso pianista milanese che debuttò due anni fa in una serata argentina. L’elegante fraseggio pianistico iniziale del concerto fa da prologo a un crescendo in cui si alternano trascinanti parentesi intrise di tango e ariose aperture orchestrali a stemperare. Il Bollani più selvaggio e multiforme che conosciamo è però quello che si scatena istrionico, e sobbalzando sul seggiolino del piano, nel finale: una corsa a briglia sciolta lanciata in trio con Gabriele Evangelista al contrabbasso e Bernardo Guerra alla batteria. «Siamo tutti emozionati - racconta Bollani al microfono -: a me sembra di non suonare da 23 anni! È bello ricominciare da questo teatro fantastico, da questa città bellissima e con questa orchestra splendida. Dovremmo ringraziare moltissime persone per aver aver organizzato questo concerto», continua citando fonici, tecnici, sovrintendente del teatro e il prefetto (Vito Danilo Gagliardi, ndr) «per averci concesso un bis!» andando oltre l’orario del coprifuoco. In verità il prefetto aveva già lasciato la sala per rientrare in prefettura rispettando l’ordinanza. Un vero trionfo, una serata memorabile per la quale - a dare il bentornati in teatro al pubblico - era stato, direttamente dal palco, Andrea Cigni, sovrintendente e direttore artistico del Ponchielli. Da parte sua un ringraziamento a chi ha permesso la riapertura citando - oltre alle istituzioni e al governo, ai soci pubblici e privati - i lavoratori impegnati sul palcoscenico e tutti i lavoratori dello spettacolo: «Ma soprattutto a voi tutti, che avete raccolto questo invito con grande amore. Ora e sempre avanti!».

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