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CREMONA

Arianna De Martino fa vibrare il violoncello 'mai costruito' di Morassi

L'allieva dello Stauffer, venerdì 1 ottobre alle 15, in concerto con lo strumento realizzato dai liutai Conia con Giorgio Scolari

Nicola Arrigoni

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narrigoni@laprovinciacr.it

30 Settembre 2021 - 09:38

Arianna De Martino fa vibrare il violoncello 'mai costruito' di Morassi

La violoncellista Arianna De Martino

CREMONA - Il rapporto fra maestro e allievo ha la stessa intensità di quello fra padre e figlio, questa è la forza della liuteria, questa è la forza del grande artigianato. Si dice questo perché a questo affetto filiale si lega la volontà di Stefano Conia di dare voce al violoncello mai costruito da Gio Batta Morassi, di cui il decano dei liutai contemporanei ricevette in regalo – ai tempi della scuola, a metà degli anni Sessanta – la tavola armonica. Da questo regalo, pensato come modello per esercitazioni a scuola, è nata l’idea, più di cinquant’anni dopo, di ricavarne uno strumento. Si sono messi al lavoro Stefano Conia, il figlio Stefano Conia il giovane e Giorgio Scolari. Il violoncello è pronto, in tutto e per tutto costruito secondo l’estetica e lo stile di Morassi. Ma uno strumento è tale perché ha un fine ed il fine di ogni strumento ad arco è quello di suonare e fare musica. La voce del risuscitato violoncello morassiano, omaggio degli allievi di una vita, farà sentire la sua voce venerdì prossimo alle 15 nel cortile della bottega di Stefano Conia in corso Garibaldi. «Abbiamo coinvolto una giovane e promettente violoncellista – racconta Conia senior -. Arianna De Martino, allieva dell’Accademia Walter Stauffer, suonerà per prima il nostro violoncello, lo farà su un programma bachiano. Eseguirà la prima suonata in sol maggiore per violoncello solo e poi, accompagnata dal violinista Alexander Matvuciuk, l’aria sulla quarta corda, sempre di Bach e Salut d’Amour di Edward Elgar. Ad accompagnare la violoncellista al piano sarà anche il maestro Giorgio Scolari. Sarà un’emozione sentire la voce di questo violoncello che il maestro Morassi non costruì mai, ma che noi abbiamo voluto creare seguendo i suoi insegnamenti e le sue tecniche».

Insomma la liuteria è anche questa: la voglia di perpetuare la maestria dei suoi capostipiti passando da Amati, per Stradivari, Bergonzi e fino ad arrivare ai Morassi, ai Conia, agli Scolari… Secoli di liuteria e passione per la musica che nel concerto di venerdì troveranno sintesi nell’omaggio che l’ex studente di Morassi ha voluto rendere al suo maestro, a significare un legame che va oltre il tempo e oltre la vita e s’invera negli strumenti che il maestro liutaio crea da quasi mezzo secolo.

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