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MUSEO DI STORIA NATURALE

La nuova conservatrice Anna Mosconi: «Al servizio della comunità»

Cremona, raccoglie e sviluppa l’eredità scientifica e didattica di Cinzia Galli

Nicola Arrigoni

Email:

narrigoni@laprovinciacr.it

15 Settembre 2021 - 11:35

La nuova conservatrice Anna Mosconi: «Al servizio della comunità»

Anna Mosconi neo conservatrice del Museo di Storia Naturale di Palazzo Affaitati

CREMONA - Anna Mosconi posa davanti alla grande aquila di mare del Museo di Storia Naturale e dice sorridendo: «Abbiamo anche un leone, ma necessita di un importante restauro. Ci piacerebbe prima o poi tornare ad esporlo, ma ci vogliono fondi per riportarlo all’antico splendore». Guarda avanti la neo-direttrice del Museo di Storia Naturale, incarico che si aggiunge a quello di conservatrice del Museo del Cambonino.

Non una e trina, ma poco ci manca… viene da dire.
«Le due istituzioni museali, pur nella loro specificità, hanno sempre dialogato e poi in comune hanno una forte vocazione didattica e di coinvolgimento sociale».

Raccoglie un’eredità importante, il lavoro di Cinzia Galli cui si deve il Museo di Storia Naturale come lo conosciamo…
«Un’eredità che vivo come risorsa, un terreno fertile da cui partire e su cui seminare, facendo mie le intuizioni e le iniziative organizzative e didattiche di Cinzia Galli con cui sono sempre in contatto e legata da amicizia».

Anna Mosconi con Cinzia Galli (a sinistra) di cui ha raccolto l’eredità didattica e scientifica

Assume la direzione del museo in un periodo non facile, soprattutto per le attività di carattere didattico. Quali le prospettive?
«Concretamente non abbiamo ancora calendari di visite scolastiche, è presto, bisogna far iniziare l’anno. Ma l’interesse degli insegnanti e delle scuole c’è. Bisogna vedere cosa riusciremo a fare. Bisogna tener conto che anche sotto il lockdown abbiamo fatto attività didattica usando tablet e strumentazioni informatiche, non si è persa l’abitudine al contatto con le scuole. Insomma non ci arrendiamo tanto facilmente. Intanto proseguirà il Progetto Magnolia, ovvero un percorso di animazione alla lettura, in collaborazione con la nostra Piccola Biblioteca, in cui si andranno ad analizzare le caratteristiche della magnolia, la sua fortuna nella storia dell’arte e del paesaggio; ma soprattutto la grande magnolia di palazzo Affaitati sarà il luogo deputato per letture en plein air dedicate alle famiglie e ai bambini».

E per quanto riguarda le iniziative aperte alla cittadinanza che idee pensa di mettere in campo?
«Abbiamo appena inaugurato la mostra dedicata al verde pubblico e alla progettualità messa in atto dagli studenti del Laboratorio di rappresentazione del paesaggio del Politecnico di Piacenza, guidati da Alessandro Bianchi e Giovanna Sona. Poi il 10 ottobre inaugureremo la mostra dedicata a Fulvio Regis Cremona2020, organizzata dal Gruppo Fotografico dell’Adafa, con la partecipazione della Biblioteca Statale, dei familiari e la nostra ospitalità come sede espositiva. Si tratta di un viaggio fotografico di un anno pensato da Regis che con lo scoppio della pandemia appare quanto mai importante e non solo perché il suo ideatore è stata una delle vittime del Covid. Chiuderemo il 2021 con un’altra mostra fotografica organizzata da Cremona Urban Bees Città rurale. Esporremo una serie di foto che hanno partecipato al concorso sulla biodiversità urbana. L’idea è quella di affiancare l’esposizione nelle sale del museo alla presenza delle fotografie anche in negozi del centro, in una sorta di mostra diffusa. Come accede al Cambonino, così anche con Storia Naturale lo spirito è quello della collaborazione, nello stile proprio di ogni naturalista».

E cosa centrano i naturalisti?
«Quando vengono i bambini al museo spiego loro che studiare le scienze naturali cambia il modo di vedere il mondo. Le scienze naturali ci insegnano che sulla terra c’è spazio per tutti e che nella convivenza e nel rispetto degli spazi sta il segreto dell’armonia molteplice della natura. Da cui tutti noi dobbiamo imparare».

Questo per dire che Storia Naturale è un museo aperto e inclusivo?
«Lo è sempre stato, è questa una delle eredità preziose di Cinzia Galli. In questa direzione di essere attore insieme alle associazioni di progetti di valorizzazione degli spazi verdi della città si pone l’impegno col Comitato Mara Soldi Maretti di realizzare il parco dedicato alla poetessa cremonese, parco per ora inutilizzato delle scuole Bissolati. Si tratta di un’iniziativa di tutela del verde pubblico e al tempo stesso di creazione di un parco letterario che possa avere richiamo nazionale».

Prima parlava del leone da recuperare. Come intende valorizzare le collezioni del museo?
«Come in tutti i musei le cose esposte sono una minima parte rispetto al patrimonio della collezione. L’idea, come già fatto in passato, è di valorizzare pezzi che solitamente non sono visibili, legandoli a focus specifici sulle discipline dalla mineralogia alla botanica, alla paleontologia. Per questo l’idea è quella di coinvolgere le varie associazioni da quella di mineralogia ai vari gruppi di naturalisti. Stiamo pensando anche ad incontri con esperti e su temi di attualità. Il ritorno del lupo nei nostri territori vorrei fosse oggetto di uno di questi appuntamenti».

Di carne al fuoco ce n’è…
«Sono più idee che spero di poter realizzare. Ma un po’ come al Cambonino anche per Storia Naturale la mia predisposizione è ad accogliere e se possibile realizzare le richieste che arrivano dal territorio. È importante metterci al servizio della comunità che mi piace veda nel museo uno spazio di incontro e confronto, uno spazio familiare in cui stare».

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