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Il Giallo di Ferragosto: «Il Covid non mi ha fermato»

In regalo ai lettori il testo inedito di Venturi e le illustrazioni di Bertoldi. L’artista: «Ho molte opere da esporre»

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14 Agosto 2021 - 06:23

Il Giallo di Ferragosto: «Il Covid non mi ha fermato»

Graziano Bertoldi

CREMONA - Non è un giorno qualsiasi, Ferragosto. Neppure quando cade di domenica e sarebbe festa comunque. Fa caldo, innanzi tutto. Molto caldo. Si esce di casa, si abbandona l’aria condizionata o il ventilatore e il caldo ti salta addosso e ti tocca portartelo dietro. In giro non c’è nessuno, un po’ perché tanti sono via e un po’ perché fuori l’afa ti ammazza.

È proprio a Ferragosto, in questo 2021 che ci trova ancora a combattere contro il Covid che Filippo Venturi ha ambientato il suo racconto. È il regalo che anche quest’anno «La Provincia» fa ai suoi lettori: domani il giornale uscirà con una sovracopertina da conservare, tutta da leggere. Una storia intrigante e coinvolgente, scritta dall’autore che ha vinto il premio della giuria popolare di Giallo a Palazzo. E illustrato anche quest’anno da Graziano Bertoldi, tra i più noti ed eclettici artisti cremonesi.

Difficile inquadrarlo, visto che è pittore che sa cimentarsi con diverse tecniche, scultore, incisore, tipografo d’arte (è il titolare della Nuova Rapida), curatore di mostre nella sua bella galleria di via Cardinale Massaia, dove si respira il senso del passare del tempo. È difficile cucirgli addosso un’etichetta, ma è ancora più complicato fargli un’intervista, perché - vista la sua capacità affabulatoria - nelle sue parole ci si perde come in un labirinto. Una cosa si capisce subito, però. Bertoldi non sta mai fermo, non è capace, ha troppe idee da realizzare e commissioni da eseguire.

Il Covid lo ha solo rallentato, perché gli ha impedito di esporre le sue ultime opere e quelle dei suoi colleghi di ieri e di oggi, visto che per Bertoldi l’arte è anche sinonimo di dialogo e confronto. «Ho fatto molte cose legate al Covid, che si aggiungono alle opere realizzate lo scorso anno, ma per fare una mostra aspetto che tutto sia finito - spiega l’artista -. Per ora non si possono fare inaugurazioni e sarebbe difficile controllare che le persone adottino un comportamento corretto, perciò preferisco aspettare. Ho fatto anche un’opera un po’ sperimentale: un obelisco con un parallelepipedo come base, che ha su ogni lato tre formelle che rappresentano visioni del Po. Il parallelepipedo è sormontato da un doppio quadro, da un parte c’è un Crocefisso, dall’altra l’Assunta. Il tutto è alto all’incirca un paio di metri, potrebbe essere collocato su un altare, o in un museo del Po, se ci fosse».

A proposito di musei, Bertoldi ha realizzato altre due opere per il Polo museale Vespasiano Gonzaga di Sabbioneta, dove «me ne espongono diciotto, tutte quelle che mi hanno chiesto. Sono contento perché lo scorso anno il museo ha registrato più di sedicimila visitatori. Le ultime due opere sono ritratti di vescovi, a settembre dovrebbe esserci una cerimonia ufficiale».

E sempre a settembre, il 29 per la precisione, si celebrano i 450 anni dalla nascita di Caravaggio, cui Bertoldi ha dedicato una serie di incisioni. Un altro ritratto, Bertoldi lo ha pensato «per don Giuseppe Giussani, che è stato a lungo presidente della Fondazione Mazzolari e che è stato un mio grande amico», e che è morto a dicembre dello scorso anno. E poi c’è la formella che ha per protagonista papa Giovanni XXIII: anche questa aspetta il momento adatto per una collocazione ufficiale.

La chiacchierata si sposta su Cremona, su una situazione un po’ grigia, «dove a volte sembra che le cose si facciano un po’ a caso e senza troppa professionalità, in una realtà un po’ pettegola». Ma non è tempo di polemiche, Bertoldi è un po’ brontolone ma soprattutto è una persona generosa, che anche quest’anno ha accettato di collaborare con «La Provincia» nell’ormai tradizionale regalo di Ferragosto ai lettori. Basandosi solo su una prima, stringata stesura del racconto di Venturi, Bertoldi ha fatto correre la sua fantasia, dando vita a una serie di illustrazioni che da domani tutti potranno ammirare.

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