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TANTA ROBBA IN THE PARK

Cremona, con Frah Quintale il rap si fa pop

In novecento a Porta Mosa per applaudire l’artista, cui la band regala una nuova dimensione musicale

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16 Luglio 2021 - 09:32

Cremona, con Frah Quintale il rap si fa pop

CREMONA - A osservare la platea numerosa e giovanissima dei novecento che ieri sera hanno esaurito i posti a sedere di Porta Mosa - nuovamente trasformata in spazio per concerti per il Tanta Robba in The Park - viene davvero da chiedersi se si può ricominciare davvero stavolta. Anzi se Si può fare, come recita il titolo di una delle canzoni più conosciute di Frah Quintale, voce di una generazione cresciuta fra rap e canzone, nato a Brescia nel 1989 per poi esplodere nel giro di pochi anni nelle classifiche dell’intero paese. Ieri sera in tantissimi hanno salutato il cantante (il vero nome è Francesco Servidei), già atteso per lo scorso 4 luglio e poi costretto a rimandare per il cattivo tempo che si era abbattuto sulla città in giornata. È stratificatissima la filigrana di ascolti e di esperienze musicali che questa generazione di cantanti e musicisti - imbevuta di rap e allo stesso tempo di canzone - porta sui palchi con una formula che se da un lato punta un orecchio ai suoni internazionali e dall’altro cerca una via italiana per un nuovo pop. Il risultato è fresco e spiazzante come la doppia uscita Banzai (lato blu) e Banzai (lato arancio) che fra il 2020 e il 2021 Frah Quintale ha dato alle stampe divenendo uno dei casi discografici più fragorosi degli ultimi anni. Frah Quintale non si ferma un attimo sul palco, inseguito dai mirini dei fotografi, se non per celebrare la vittoria di Wembley (e subito dal pubblico parte un coro).

Dal fondo dell’old school, intanto, arriva un suono nuovo ma dalle filiazioni chiare, alle quali si aggiunge un gusto melodico che si attacca subito per non andarsene più. Aggiungiamo testi a volte ironici a volte ruvidi e diretti che parlano degli alti e bassi di chi passeggia fra i venti e i primi trent’anni, ed ecco il ritratto di un artista che riscopre o forse scopre per la prima volta il piacere e gli orizzonti ampi di una vera e propria band di musicisti al seguito. È merito anche di uno spettacolo che rispetto al disco ha aggiunto nuovi colori e nuovi sapori proprio grazie a una formazione che ha allargato l’orizzonte del beat prodotto dal classico deejaying. Ma più di ogni riflessione per musicofili sono le centinaia di sorrisi e di volti illuminati a Porta Mosa per una volta non da schermi di pc e smartphone ma dalle luci del festival nel parco a descrivere al meglio la sintonia del suono e delle parole di Frah Quintale con il suo pubblico.

Lo stesso artista fu ospite del Tanta Robba Festival nel 2017, ma allora in fascia pomeridiana, mentre sul palco principale saliva Ghali per un bagno di folla. Prosegue al meglio questa particolare edizione del festival Tanta Robba in the Park spezzato suo malgrado in due tranche ciascuna composta da altrettante notti musicali. La programmazione era iniziata infatti all’inizio del mese con il concerto di Ariete, con un pubblico di giovanissimi, e poi proseguita - dopo due concerti rinviati per pioggia - con Samuele Bersani, originariamente chiamato a chiudere il festival.

FOTO E VIDEO: FOTOLIVE/LUCA MUCHETTI

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