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Niente minuto di silenzio per Bossi: il centrodestra lascia l’aula

Scontro in consiglio comunale dopo il no alla commemorazione del fondatore della Lega Nord. La maggioranza respinge la proposta, opposizione abbandona i lavori

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

30 Marzo 2026 - 18:50

Niente minuto di silenzio per Bossi: il centrodestra lascia l’aula

CREMA - La morte di Umberto Bossi scuote l’aula degli Ostaggi. Oggi pomeriggio il centrodestra ha abbandonato l’aula, esclusa la consigliera Laura Zanibelli, dopo che è stato negato il minuto di silenzio per commemorare il fondatore della Lega Nord, richiesto dal capogruppo del Carroccio Andrea Bergamaschini.

A dire di no era stato inizialmente il presidente Attilio Galmozzi. A quel punto Bergamaschini ha richiesto il pronunciamento dell’aula: il voto ha ribadito il diniego.

Contrari al minuto di silenzio i 14 consiglieri di maggioranza presenti, favorevoli i sette dell’opposizione. Zanibelli è rimasta in aula solo in quanto presidente della commissione di Garanzia, essendo all’ordine del giorno si doveva discutere lo statuto di Padania Acque.

«Abbandoniamo l’aula ritenendo inaccettabile questo comportamento del presidente del consiglio comunale e della maggioranza – ha sottolineato Bergamaschini –: Crema è l’unico comune italiano che non ha concesso il minuto di silenzio in memoria di un politico che ha fatto la storia dell’Italia degli ultimi decenni. Anche Milano ha commemorato Bossi. Noi, qualora venissero a mancare esponenti nazionali di altri partiti, saremmo sempre favorevoli al minuto di silenzio».

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Zanibelli è rimasta in aula solo perché presidente della commissione di Garanzia

Nel motivare il proprio diniego, Galmozzi ha spiegato: «Il no segue una linea che si è sempre tenuta negli ultimi anni in aula degli Ostaggi e che vorrei continuare anche ora, pur rispettando ovviamente la richiesta del consigliere della Lega. A memoria non ricordo minuti di silenzio dedicati a politici o altre figure nazionali e universali scomparse, non è stato fatto ad esempio per Berlusconi, peraltro nemmeno per papa Francesco. Il minuto di silenzio lo abbiamo sempre riservato ad amministratori locali scomparsi, persone cioè che sono state elette in consiglio e si sono impegnate direttamente per la città. L’ultimo esempio, il compianto Renato Stanghellini».

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