L'ANALISI
CREMONA. NELLE AULE DI GIUSTIZIA
26 Marzo 2026 - 21:03
CREMONA - La condanna a un anno e 6 mesi (pena sospesa) per aver aggredito i carabinieri, la libertà riacquistata dopo gli arresti domiciliari e il carcere, perché i carabinieri lo avevano trovato dove non doveva essere: per strada.
Oggi ha lasciato Cà del Ferro ed è tornato a casa il cremonese di 60 anni che alle 9 del mattino dell’11 febbraio scorso, mercoledì, ubriaco era entrato al bar del Teatro Ponchielli, in corso Vittorio Emanuele II. Voleva da bere, il barista si era rifiutato, lui l’aveva presa male: aveva infastidito barista e clienti. Quando la pattuglia della Radiomobile è arrivata, il 60enne non era più lì.
Raccolta la descrizione, i carabinieri avevano capito di chi si trattasse. Si erano messi a cercarlo. Non era andato lontano. Durante l’identificazione, il cremonese aveva perso completamente le staffe: oltraggioso e violento, aveva minacciato i militari. La situazione era degenerata quando aveva iniziato a minacciarli, passando alle vie di fatto per sottrarsi al controllo. Nella colluttazione che ne è seguita, il 60enne aveva opposto una strenua resistenza, colpito ripetutamente i carabinieri. Dall’aggressione, uno dei militari era uscito con una lesione alla mano destra. Arresto.
L’indomani, davanti al giudice il 60enne si era ricordato di aver bevuto, perché «mi trovo in una situazione di difficoltà». Buio totale sull’aggressione. Una condanna alle spalle, già sottoposto a specifiche prescrizioni, tra le quali l’obbligo di dimora e il divieto di avvicinamento in un procedimento penale per codice rosso, nel giorno della ‘direttissima’, difeso dall’avvocato Consuelo Beber, convalidato l’arresto, il 60enne era stato messo ai domiciliari con la facoltà di uscire di casa un’ora per fare la spesa, in attesa del processo. Nel frattempo, l’uomo in casa non c’è stato.
Nei controlli, una volta i carabinieri non lo hanno trovato, un’altra lo hanno visto per strada. E lo hanno portato dentro. La misura dei domiciliari è stata modificata. Intanto, in carcere, l’uomo ha fatto un percorso per disintossicarsi dall’alcol.
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