L'ANALISI
25 Marzo 2026 - 17:38
Violenza domestica
CREMONA - La richiesta di rinvio a giudizio era per maltrattamenti: ceffoni e pugni, insulti e minacce di morte. E per lesioni: «La rottura della membrana timpanica e distacco parcellare della falange intermedia del secondo dito della mano sinistra: 20 giorni di prognosi». Nel processo con il rito abbreviato davanti al gup, il pm ha modificato l’imputazione: atti persecutori. Oggi è arrivata la condanna a 2 anni e 2 mesi. L’imputato è un marocchino che va per i 29 anni; la vittima è l’ex fidanzata, una donna polacca che va per i 46 anni e che si è costituita parte civile con l’avvocato Alessandro Zontini. Difeso dall’avvocato Santo Maugeri, l’ex dovrà risarcirla intanto con 3mila euro (una provvisionale). Lo straniero è in carcere dal 28 ottobre del 2025, martedì, in seguito all’intervento della polizia, chiamata da una vicina di casa che aveva sentito le urla e le richieste di aiuto della 46enne.
Per l’accusa, in casa, il giovane fidanzato le ha bloccato le braccia con le proprie gambe e ha cominciato a colpirla con pugni al volto e calci alla pancia. Lei ha provato a divincolarsi, ma ogni volta che riusciva a divincolarsi, lui la riacciuffava. E giù schiaffi, calci e pugni «su tutte le parti del corpo». Quel giorno, lui ha anche afferrato un coltello da cucina, gliel’ha puntato contro, l’ha minacciata di morte (‘P.... questa sera è finita per te ti ammazzo’), ha colpito il tavolo con una tale violenza da spezzare la lama del coltello.
Alle 9 del mattino di quel martedì, all’ospedale Maggiore un poliziotto ha raccolto la querela della vittima. La donna ha premesso di aver conosciuto il 28enne ad aprile al Famila «e dopo uno scambio di chiacchiere, abbiamo iniziato a frequentarci, poi abbiamo iniziato una relazione». Lei «da sempre» condivideva la casa con un amico, lui «di fatto non aveva una abitazione, quindi i nostri incontri avvenivano maggiormente in strada». Un ragazzo «sempre gentile», all’inizio. «Nei miei confronti ha sempre avuto un comportamento ottimo, non mi ha mai aggredito né verbalmente né fisicamente, ma da un mese a questa parte, il suo comportamento è mutato senza alcun motivo. Nell’arco di questo due ultimi mesi, sono stata aggredita verbalmente quasi sempre e mi ha picchiato tre volte».
La prima volta, a settembre 2025: «Mi ha bloccato sul letto, mi ha colpito ripetutamente al volto con pugni, sono riuscita a scappare, mi ha inseguito in strada. Mi ha poi chiesto scusa ed io stupidamente ho pensato che potesse cambiare: non ho rotto la relazione».
La seconda, verso metà ottobre, quando il compagno le ha bloccato le braccia con le gambe, l’ha presa a schiaffi e pugni alla testa. Stavolta, «avevo interrotto la relazione, ma lui è tornato da me piangendo, chiedendomi nuovamente scusa». Le scuse e la promessa di comportarsi bene. La terza volta, il 28 ottobre, quando la vicina, allarmata, ha chiamato le forze dell’ordine.
Copyright La Provincia di Cremona © 2012 Tutti i diritti riservati
P.Iva 00111740197 - via delle Industrie, 2 - 26100 Cremona
Testata registrata presso il Tribunale di Cremona n. 469 - 23/02/2012
Server Provider: OVH s.r.l. Capo redattore responsabile: Paolo Gualandris