L'ANALISI
19 Marzo 2026 - 20:00
CREMONA - Oltre trenta reati commessi a Cremona, in gran parte contro il patrimonio: furti in abitazione, rapine, ricettazione, ma anche minacce, atti persecutori e lesioni. Questo il curriculum criminale di un cittadino tunisino di 53 anni, pluripregiudicato, che nelle scorse ore è stato accompagnato dalle forze dell’ordine alla frontiera aerea di Milano Malpensa per essere rimpatriato. L’uomo, ormai ben noto alle forze dell’ordine cittadine, era stato accompagnato più volte all’ospedale dopo aver simulato malori improvvisi al momento del fermo, in un caso aveva approfittato del ricovero per commettere un furto anche al nosocomio. L’operazione di espulsione, condotta da volanti, squadra mobile e ufficio immigrazione, ha concluso un iter amministrativo iniziato con la revoca del permesso di soggiorno e proseguito con due periodi di trattenimento nei Cpr di Milano e Gorizia, interrotti per motivi sanitari. Il provvedimento definitivo di espulsione è stato firmato dal Questore lo scorso 12 marzo.
Il caso rappresenta l’intervento più eclatante nell’ambito di una più ampia attività di contrasto all’immigrazione clandestina condotta dalla polizia di Stato tra il 18 febbraio e il 10 marzo. In meno di un mese, il Questore di Cremona ha emesso complessivamente 15 decreti di accompagnamento alla frontiera o di trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), indirizzati a cittadini stranieri irregolari con profili di spiccata pericolosità sociale.
Tra i destinatari dei provvedimenti figura poi un cittadino albanese di 41 anni, scarcerato, che è stato trasferito al Cpr di Bari. A suo carico precedenti per stupefacenti, associazione per delinquere, furto in abitazione, ricettazione e detenzione di armi clandestine. Un 28enne moldavo è stato accompagnato alla frontiera di Bologna per il rimpatrio dopo essere stato rintracciato sul territorio nazionale con precedenti per rissa, rifiuto dell’alcoltest e utilizzo di documenti falsi. Il 23 febbraio un cittadino marocchino di 43 anni, con un profilo penale particolarmente articolato, è stato condotto al Cpr di Torino dopo la scarcerazione. Tra i reati: stupefacenti, rapina, furti, violenza sessuale, resistenza a pubblico ufficiale, incendio, interruzione di pubblico servizio e lesioni. Un 49enne albanese è stato espulso con provvedimento giudiziario ed accompagnato direttamente in Albania dopo la detenzione mentre due cittadini peruviani, di 61 e 51 anni, sono stati trasferiti rispettivamente nei Cpr di Milano e Roma. Entrambi irregolari, con precedenti per furto e violazioni della normativa sull’immigrazione. A inizio mese un marocchino di 32 anni è stato portato al Cpr di Milano dopo la scarcerazione. Tra i precedenti: maltrattamenti in famiglia, guida in stato di ebbrezza, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, truffe e falsità ideologica. In seguito due provvedimenti hanno colpito un pakistano di 36 anni, trasferito al Cpr di Torino con precedenti per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e reati contro il patrimonio e un nigeriano di 39 anni è stato accompagnato al Cpr di Gradisca d’Isonzo con una storia di percosse e minacce. Sempre al Cpr di Torino è stato trasferito anche un albanese di 45 anni, con numerosi precedenti tra cui rapina, droga e maltrattamenti. Due casi poi il 5 marzo: un marocchino di 53 anni è stato accompagnato al Cpr di Caltanissetta a seguito delle denuncie per resistenza, lesioni, falsa identità, porto di oggetti atti ad offendere e un tunisino di 28 anni è stato espulso come misura alternativa alla detenzione e rimpatriato nel Paese d’origine, con un lungo elenco di precedenti tra cui furti, droga e violazioni di domicilio. Un cittadino rumeno di 37 anni, scarcerato, è stato destinatario di un decreto di allontanamento comunitario con divieto di reingresso, per reati contro il patrimonio e la persona. E infine un nigeriano di 42 anni è stato trasferito al Cpr di Milano, con precedenti per immigrazione clandestina, lesioni e rissa. L’insieme dei provvedimenti evidenzia un’azione mirata soprattutto verso soggetti con profili di pericolosità sociale, spesso già coinvolti in procedimenti penali. L’utilizzo dei Cpr e dei rimpatri diretti si inserisce nella strategia di gestione dell’immigrazione irregolare e di prevenzione della recidiva sul territorio.
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