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I CONTI IN TASCA AI CREMONESI

Guerra e caro bollette: salasso da 54 milioni

La Cgia di Mestre stima un aumento di 350 euro a famiglia per le spese energetiche

Francesco Gottardi

Email:

fgottardi@cremonaonline.it

17 Marzo 2026 - 05:05

Guerra e caro bollette: salasso da 54 milioni

CREMONA - A quindici giorni dall’inizio del conflitto in Iran il prezzo dell’energia continua a salire con conseguenze pesanti per i bilanci familiari. Una stangata che a Cremona comporterà una spesa aggiuntiva di 350 euro l’anno per famiglia. Secondo l’analisi dell’Ufficio studi della Cgia, infatti, il costo dell’energia schizza trainato dall’aumento dei prezzi dei combustibili fossili che subiscono forti tensioni con il petrolio in aumento del 45,8% e il gas che vola del 62%, incrementi addirittura superiori a quelli verificatisi dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022. Diversa la situazione per le altre materie prime come nickel, rame, piombo, zinco e stagno che registrano riduzioni di prezzo comprese tra l’1,9 e il 7,9%.

Una tendenza che contrasta con lo shock generalizzato di quattro anni fa quando l’offensiva russa provocò un vero e proprio terremoto dei prezzi con il nickel che arrivò a balzare del 93,8% e i cereali come granoturco e frumento che schizzarono rispettivamente del 30,3 e del 29,2%. E questo perché il contesto mediorientale e in particolare la regione del Golfo rappresenta uno snodo fondamentale per la produzione e il commercio proprio delle fonti fossili: ogni tensione nella regione colpisce il mercato energetico, vero e proprio tallone d’Achille dell’economia europea e non solo. La stangata prevista per le oltre 155mila famiglie della provincia di Cremona ammonta a 54,5 milioni di euro, per una media pro capite come detto di 350 euro all’anno in più nella spesa energetica di ciascun nucleo, quasi un euro al giorno in più che peserà su un potere d’acquisto già gravato da un’inflazione che non accenna a dare tregua. Il dato si inserisce nella media nazionale sulla base della stima di Nomisma Energia: il rincaro complessivo delle bollette per le 26,7 milioni di famiglie italiane potrebbe toccare i 9,3 miliardi di euro. Un peso non indifferente che si distribuisce in modo disomogeneo sul territorio nazionale, con le aree metropolitane più popolose come Roma, Milano e Napoli a subire gli incrementi più consistenti in valore assoluto, rispettivamente con 705,8 milioni, 554,5 milioni e poco più di 406 milioni di euro di spesa energetica aggiuntiva.

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A complicare il quadro si aggiunge il caro carburanti, con la benzina aumentata dell’8,7% e il diesel che ha fatto registrare un balzo del 18,2% nelle ultime due settimane, una dinamica speculativa che colpisce duramente automobilisti e categorie come autotrasportatori, taxisti e agricoltori. Per mitigare questi rincari, la Cgia propone una strategia articolata che nel breve periodo passi per il taglio di Iva, accise e oneri di sistema, mentre nel medio termine diventa decisiva la diversificazione delle fonti energetiche con investimenti più rapidi nelle rinnovabili.

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