L'ANALISI
06 Marzo 2026 - 16:48
CAORSO - I truffatori del taxi, che è stato appurato essere fasullo, ci hanno riprovato: proprio come era accaduto venerdì scorso ai danni di una 87enne caorsana, ieri hanno telefonato a una donna facendole ascoltare la voce ‘clonata’ della nipote, realizzata probabilmente utilizzando l’intelligenza artificiale.
«Nonna sto male – ha detto la voce dall’altro capo della cornetta, apparentemente uguale a quella della giovane parente –: per guarire ho bisogno di una puntura molto costosa, consegna tutto quello che hai alla donna che sta per venire a casa tua». Fortunatamente, però, la caorsana aveva letto la notizia della compaesana appena derubata con quella tecnica. E nonostante si sia spaventata sentendo parlare la nipote, ha risposto prontamente: «Se stai male mando subito da te il nonno». Il finto medico al telefono ha a quel punto pronunciato il nome, corretto, del nonno. Segno che prima di agire i truffatori si informano molto bene sulle vittime. Ha chiesto di non allarmarlo, ma la donna non ci è cascata: «Questa è una truffa, ora chiamo mia nipote e vediamo se sta male davvero». È bastata tale decisione per convincere i malviventi a riattaccare. E la signora ha prontamente verificato che nessun familiare aveva problemi di salute né aveva bisogno di costose iniezioni. Avere letto quanto accaduto venerdì scorso, dunque, l’ha salvata dal furto e l’ha convinta a non credere alla scusa alla quale altrimenti avrebbe probabilmente abboccato. «Perché la voce era proprio identica», garantisce.
Sempre ieri, però, il finto taxi bianco a bordo del quale era salita la sedicente signora ‘Maria’ che aveva ritirato contanti e gioielli dalla 87enne raggirata con la scusa della nipote malata, è stato notato nuovamente a Caorso. Per la precisione in via don Giuseppe Rossi: «Attorno alle 11.50 un uomo ha suonato ripetutamente al citofono di casa – racconta un caorsano, che ha diramato l’allerta attraverso le reti di controllo del vicinato –. Ha guardato all’interno dell’abitazione per controllare non ci fosse nessuno all’interno. Mia figlia era in casa, ma non ha aperto né risposto. Dopo circa 10 minuti ha visto due uomini nel giardino. Appena si sono accorti della sua presenza sono fuggiti scavalcando il muretto di recinzione e sono saliti a bordo di un suv bianco con la scritta ‘taxi’ sulla capote. Infine si sono allontanati rapidamente».
La stessa misteriosa vettura – alla quale sta ora dando la caccia l’Arma dei carabinieri anche sulla scorta delle immagini di videosorveglianza – sarebbe stata segnalata dopo un furto a Borgonovo Val Tidone. Mentre le forze dell’ordine indagano su tentati raggiri e tentati furti degli ultimi tempi avvenuti nella Bassa Piacentina, viene rinnovato l’invito a prestare massima attenzione non credendo mai alle richieste telefoniche di oro e contanti. In nessun caso – tanto meno incidenti e malattie – avvocati, medici o poliziotti chiamano per chiedere soldi.
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