L'ANALISI
04 Marzo 2026 - 05:10
SONCINO - Una nuova 'casa' per la spina della corona del Cristo. Quella vera. Sì perché la reliquia, una delle più importanti della chiesa cattolica che la ritiene veramente parte del serto con cui è stato crocifisso Gesù, è stata 're-intronizzata' nel tabernacolo di San Giacomo, appena rinnovato dopo il restauro della cripta. Si parla di nove mesi di lavori, costati oltre 80mila euro, sostenuti dalla generosità della famiglia Danesi e dalla Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona. «Risultati straordinari che ci hanno restituito uno dei più grandi tesori di arte e di fede della nostra comunità», ha commentato l'arciprete don Giuseppe Nevi che ha inaugurato, con una celebrazione solenne, gli spazi rinati.
Al di là della solennità del momento e del valore intrinseco per gli osservanti, il cantiere ha un' importanza patrimoniale e architettonica oggettiva per tutta la cittadina e più in generale per il Cremonese. Non a caso, infatti, la delicata operazione è stata affidata alla ditta 'Rizzi Luigi' di Cremona, veterana dei restauri in tutti i templi più importanti del nostro territorio.
E infatti il parroco Nevi non ha esagerato, anzi. I risultati sono mozzafiato: recuperato il soffitto a cassettoni dei primi '900, con ombreggiature di fino e insolite decorazioni; riportate ai fasti originari l'Assunzione e Maria che incontra Gesù che porta la croce. La vera chicca nella volta, interamente ripulita e 'scialbata': ne è emersa una Madonna delle Sette Spade, vale a dire una raffigurazione iconografica mariana con la Madre di Dio trafitta dai sette dolori, di un pregio artistico impressionante e non ancora quantificato.
Soncino era già ricco di tesori. Ma l'aver 'tirato a lucido' la cassaforte che protegge il suo segreto più gelosamente custodito, peraltro grazie al contributo dei devoti, è qualcosa che lascia un segno ancora più profondo e dice tanto di questa piccola grande realtà sull'Oglio.
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