L'ANALISI
04 Marzo 2026 - 05:15
RIPALTA VECCHIA (MADIGNANO) - Separati... dalla guerra. La pandinese Giulia Degradi, un lavoro per la casa di moda di Brunello Cucinelli, e Gabriele Goldaniga, di Ripalta Vecchia, che si occupa di marketing per Amazon.
Entrambi under 30, vivono insieme a Dubai da tre anni, una scelta fatta per la carriera di lei. Poi Gabriele ha trovato lavoro lì, ma anche per iniziare a costruire un progetto insieme: neanche due settimane fa erano tornati in Italia per scegliere la location del matrimonio.
Abitano in uno dei tanti grattacieli sorti negli ultimi anni a Downtown, una delle due parti della metropoli emiratina, l’altra è Marina. La scorsa settimana Giulia, figlia dell’ex vicesindaco pandinese Francesca Sau, era in Italia per la Milano Fashion Week. Sabato avrebbe dovuto rientrare negli Emirati. La chiusura dello spazio aereo l’ha fermata, tanto che in questi giorni si è trasferita in Umbria, alla casa madre di Cucinelli. E lavora lì.
Da quattro giorni dunque Gabriele è rimasto solo, rigorosamente in smart working, come disposto da Amazon. «Il sistema di difesa aerea sta facendo il suo lavoro e mi sento tranquillo — racconta —: molti continuano a fare la vita di prima. Io preferirei tornare in Italia e lavorare lì, ma siamo bloccati».
Sabato, il giorno dei primi raid di rappresaglia lanciati dall’Iran, Gabriele era a pranzo a casa di amici. A Dubai vive una nutrita comunità italiana. «Eravamo fuori a bordo piscina e abbiamo sentito un’esplosione. In un primo momento ci abbiamo scherzato su, ma pochi minuti dopo ce n’è stata una seconda. Al che ci siamo resi conto che stava accadendo qualcosa di serio. Qui non c’era alcun sentore che potesse verificarsi una simile escalation. Principalmente gli attacchi sono diretti verso Marina, dove c’è il porto, lontana 25 chilometri da Downtown. Stanotte (ieri per chi legge, ndr) è stata tranquilla, un mio collega mi ha raccontato di essersi svegliato poco prima delle 7 per una forte esplosione».
Il momento peggiore, sino a ora, è stato tra sabato e domenica. «Sullo smartphone abbiamo ricevuto tutti un alert per un possibile attacco missilistico — prosegue Gabriele —: ero in casa e sono sceso nel seminterrato del building. Sono rimasto lì alcune ore, sino a quando l’allarme non è rientrato».
Per ora non ci sono possibilità di rientrare in Italia, con lo spazio areo chiuso, così come l’aeroporto, peraltro danneggiato proprio dalle conseguenze di un attacco. Gabriele è in contatto costante con Giulia, i genitori e gli amici. «Ho i riferimenti del consolato per eventuali necessità, ma non ho ancora chiamato — conclude —: seguo le direttive e resto in casa».
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