L'ANALISI
28 Febbraio 2026 - 20:32
SORESINA - Rava-gate: una battaglia senza fine. O forse no? Da una parte Pro Soresina, il neonato gruppo fondato dall'ex numero due Roberto Rava e da Francesco Fortunato, che si è staccato dai ‘tirloniani’ ma resta in maggioranza e sostiene di non voler scatenare la crisi di governo, in mezzo Rinnova coi popcorn e dall'altra il cerchio magico della fascia tricolore che sconfessa gli ex alleati e li considera ormai parte dell’opposizione, che a loro piaccia o meno.
Quel che è certo è che nell’ultima missiva ufficiale, firmata in modo simbolico dal ‘Gruppo di maggioranza e dei sostenitori politici e civici dell'Amministrazione di Soresina’ (cit) il giudizio sui separatisti è netto: « Non abbiamo perso nulla né in termini di competenza né in termini di operatività ».
La lettera aperta nasce dalla necessità di far chiarezza ma anche quadrato intorno al leader Alessandro Tirloni, che gode di pieno appoggio: «Innanzitutto è corretto precisare che ogni polemica è stata sollevata dalle minoranze e che il sindaco si è solamente dovuto difendere da attacchi sterili, nonché talvolta personali: questo è un fatto evidente a tutti – commentano infatti i firmatari –. Come compagine ci siamo trovati concordi nella scelta della revoca. Purtroppo la collaborazione con Rava era divenuta impossibile per tutti coloro impegnati con costanza nello sforzo volto a rimettere in sesto la città».
Era vero, insomma, che qualche scricchiolio nella gioiosa macchina da guerra che ha stravinto alle elezioni c’era. Anche perché ci sta, è così dappertutto. Solo che stavolta, come si fa di solito nei partiti, i panni non si è riusciti a lavarli in Arno e il caso è diventato cittadino.
Infatti il giudizio della corrente maggioritaria è tranchant. Se ne sono andati e votano col centrosinistra, quindi stanno di là: «Prendiamo atto della scelta dei fuoriusciti di creare un nuovo gruppo e della volontà implicita di mettersi in minoranza, intenzione espressa con il proprio voto contrario a molte delibere consiliari e soprattutto a quella relativa al bilancio».
Ed è qui che il gioco si fa serio. Secondo i lealisti, Rava e Fortunato sarebbero stati franchi tiratori con un obiettivo ben preciso: «In quell’occasione – aggiungono infatti – si è palesata la loro ferma intenzione di far cadere l’amministrazione, eventualità scongiurata dal sostegno confermato dai partiti e dagli altri civici».
Partiti tra cui c’è anche Italia Viva, tecnicamente ‘di sinistra’. Ma che qui sostiene il sindaco Tirloni (che, va detto, è formalmente un civico) alla guida del centrodestra. Da qui il divorzio del conservatore Fortunato, vicino a FdI, che si è detto disilluso.
Ecco, gli ex alleati paiono non sentirne la mancanza: «Non comprendiamo la scelta del consigliere Fortunato, ma tant’è; tutti i membri del gruppo che si sono adoperati e continuano a impegnarsi per il bene comune sono concordi nel sostegno a sindaco e giunta. Fortunato, che del Comune conosce solo la sala consiliare – stilettano infatti dal Gruppo –, scarsamente presente e mai collaborativo, ha probabilmente scelto la via semplice dell’opposizione priva di responsabilità. Il suo impegno, la sua dedizione e il suo sforzo non li abbiamo mai visti – insistono –, come del resto raramente abbiamo goduto della sua mera presenza; evidentemente non è da tutti essere disposti a sacrificare parte del proprio tempo in modo volontario e gratuito».
Ma la chiave di lettura vera del paper è nella chiosa. In poche parole: state tranquilli, ci avete provato in tutti i modi ma non ci avete buttato giù e adesso tanti saluti. «Il supporto all’attuale amministrazione e al sindaco, al quale riconosciamo all’unisono la qualità della dedizione che esprime nel governo della città, è garantito dai partiti politici, dai loro collaboratori e da civici che sostengono direttamente e indirettamente le scelte, gli indirizzi e gli sforzi dell’attuale maggioranza. Pur con la defezione di due consiglieri non abbiamo certo perso nulla né in termini di competenza né in termini di operatività: questo a chi si interroga, spesso in modo strumentale, sul futuro del gruppo. Non abbiamo altro da dire sulla questione, non andremo oltre e non replicheremo a ulteriori provocazioni; riteniamo – la sentenza finale – di aver perso sin troppo tempo rincorrendo polemiche senza capo né coda».
Copyright La Provincia di Cremona © 2012 Tutti i diritti riservati
P.Iva 00111740197 - via delle Industrie, 2 - 26100 Cremona
Testata registrata presso il Tribunale di Cremona n. 469 - 23/02/2012
Server Provider: OVH s.r.l. Capo redattore responsabile: Paolo Gualandris