L'ANALISI
27 Febbraio 2026 - 20:29
SAN DANIELE PO - La fase più delicata del maxi intervento per la messa in sicurezza del Ponte Verdi è iniziata. Nei giorni scorsi l’arrivo del cosiddetto pontone, la zattera che serve a trasportare i mezzi d’opera, ruspe, gru ed escavatori, e ieri l’avvio delle prime operazioni in acqua. Un lavoro particolarmente delicato sulle pile più ammalorate, la 60 e la 61, e che ricorrerà anche all’intervento di esperti sommozzatori. In pratica verranno installati nuovi piloni in acqua alti oltre quaranta metri, senza chiudere il transito ai mezzi, priorità assoluta per la Provincia di Parma che si occupa dei lavori, e continuando il cantiere anche sul piano carrabile. Allo stato attuale si sono concluse le lavorazioni previste lungo la corsia in direzione Cremona nel primo tratto di impalcato che hanno riguardato l’integrazione della soletta in cemento armato, il rifacimento dei cordoli, i ripristini laterali dei cordoli, l’installazione di nuove barriere stradali e parapetti laterali, la sostituzione dei giunti e stesa la nuova pavimentazione stradale.

Stesse operazioni di consolidamento anche nella corsia di marcia opposta, verso Parma, con l’installazione di barriere e guardrail. «L’avvio dei lavori in alveo con il pontone in questi giorni – avevano dichiarato i vertici della Provincia di Parma – conferma il massimo impegno per proseguire gli interventi di messa in sicurezza del ponte sul Po tra Ragazzola e San Daniele Po. Il cantiere sta procedendo come da cronoprogramma e ora inizia una delle fasi più delicate durante la quale sarà previsto anche l’intervento dei sommozzatori».
L’intervento in corso è il terzo in dieci anni sul viadotto che collega la sponda parmense e quella cremonese del fiume Po ed è iniziato nell’ottobre 2024 con termine, da cronoprogramma nella primara, estate 2026.
«Confido che il previsto cronoprogramma operativo del 2026 venga rispettato – aveva aggiunto il sindaco di San Daniele Po Simone Cadenazzi – il fatto che parallelamente alle opere sul piano carrabile, oltretutto evitando la chiusura del ponte al traffico, inizino anche i lavori in acqua è una buona notizia. Dal punto di vista anche professionale sono interventi affascinanti per le modalità operative subacqueo». Che inizieranno nelle prossime settimane.
«È la parte più delicata e spettacolare – ha concluso il sindaco di Roccabianca Alessandro Gattara – e mi preme sottolineare che nemmeno in questa fase il viadotto sarà chiuso. Così come, salvo casi particolari, il traffico transitabile non è mai stato vietato durante questi dieci anni proprio perché consapevoli dell’importanza del ponte come collegamento tra le due province».
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