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INFRASTRUTTURE DEL TERRITORIO

Ponte di San Daniele, il cantiere entra nel vivo: l'ora dei sommozzatori

Nei giorni scorsi è arrivato il cosiddetto pontone, la zattera che serve a trasportare i mezzi d’opera, ruspe, gru ed escavatori, durante le operazioni sulle pile in alveo

Antonella Bodini

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redazione@laprovinciacr.it

18 Febbraio 2026 - 16:01

Ponte di San Daniele, il cantiere entra nel vivo: l'ora dei sommozzatori

SAN DANIELE PO - Dopo gli interventi sulla sommità del viadotto, il cantiere di messa in sicurezza del ponte Verdi entra nel vivo con la fase più delicata dei lavori. Nei giorni scorsi, infatti, è arrivato il cosiddetto pontone, la zattera che serve a trasportare i mezzi d’opera, ruspe, gru ed escavatori, durante le operazioni sulle pile in alveo del ponte che collega la sponda cremonese a quella parmense del fiume Po. Un lavoro particolarmente delicato poiché si svolge in alveo, nell’acqua, e per il quale si ricorrerà anche all’intervento di esperti sommozzatori.

«L’avvio dei lavori in alveo con il pontone in questi giorni – dichiarano il presidente della Provincia di Parma Alessandro Fadda ed il suo vice con delega alla Viabilità Daniele Friggeri – conferma il massimo impegno per proseguire gli interventi di messa in sicurezza del ponte sul Po tra Ragazzola e San Daniele Po. Il cantiere sta procedendo come da cronoprogramma e ora inizia una delle fasi più delicate durante la quale sarà previsto anche l’intervento dei sommozzatori».

«Ringraziamo tutti i referenti del servizio Viabilità della Provincia - continua -, le ditte al lavoro per questa importante opera, così come amministratori e tecnici dei comuni di Roccabianca, Polesine Zibello e San Daniele Po e i referenti degli enti preposti alla sicurezza idraulica, a partire da Autorità di bacino ed Aipo. Con tutti loro il confronto è costante. Sin dal primo momento ci siamo impegnati affinché non ci fossero interruzioni alla viabilità, ben consapevoli di quanto sia fondamentale garantire sempre il collegamento tra le due sponde».

Un collegamento fondamentale che il ponte Verdi garantisce dal 1980, anche se da più di dieci anni è accompagnato da una serie infinita di lavori e disagi per i tanti mezzi che quotidianamente percorrono il tratto tra le due province.

«Avevamo eseguito un sopralluogo congiunto – ha dichiarato il sindaco di San Daniele Po Simone Cadenazzi – con il sindaco di Roccabianca Alessandro Gattara, il vice presidente della Provincia di Parma Daniele Friggeri e i tecnici della Provincia di Parma e della ditta esecutrice un paio di mesi fa dove avevamo pianificato l’allestimento del cantiere in acqua e identificata la zona in alveo vicino all’Attracco. Naturalmente il fatto che parallelamente alle opere sul piano carrabile, oltretutto evitando la chiusura del ponte al traffico, inizino anche i lavori in acqua è una buona notizia. Dal punto di vista anche professionale sono interventi affascinanti per le modalità operative subacquee. Confido pertanto che il previsto cronoprogramma operativo del 2026 venga rispettato».

L’intervento in corso, il terzo degli ultimi dieci anni, è una complessa opera di messa in sicurezza del viadotto per un totale di 14.866.000 euro con un finanziamento complessivo di 20 milioni di euro del Ministero delle Infrastrutture nell’ambito del programma di ripristino dei ponti su fiume Po.

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