L'ANALISI
24 Febbraio 2026 - 05:20
CREMONA - Aspettando che l’inverno demografico entri nel vivo, si trasformi nello tsunami che i dati indicano a ridosso del 2030, le preiscrizioni alle classi prime di ogni ordine e grado, per il prossimo anno scolastico, segnano un netto rallentamento. I bambini che in città a settembre frequenteranno la prima classe della primaria saranno 508: erano 491 all’inizio dell’anno scolastico in corso, ma quasi seicento nel settembre 2020. In sette anni si sono persi 91 bambini. A frequentare la prima media saranno 645 alunni: erano 35 in più l’anno scorso e 706 nel 2020. Alle superiori i ‘primini’ saranno 1.768, in leggero aumento rispetto al settembre 2020, ma in netto calo se confrontati con i 1.940 dell’apertura dell’anno scolastico 2024/2025. L’anno in corso, con i suoi 1.754 iscritti, ha visto diminuire la popolazione delle superiori di 186 studenti.
C’è una sostanziale tenuta nelle iscrizioni al primo anno delle primarie cittadine, una tenuta che per alcune scuole significa un lieve aumento e per altre una diminuzione drastica. Nei totali, però, non si avvertono scossoni. Sono i casi particolari a raccontare una situazione in chiaroscuro che, con il passare del tempo, potrebbe cambiare la geografia scolastica di Cremona. Fra le curiosità c’è il netto raddoppio degli iscritti alla Beata Vergine, che passa da 20 a 40. In generale, le primarie chiudono le pre-iscrizioni sotto un segno positivo, con una sostanziale stabilità. Al Cremona 1 sono sotto osservazione la prima del Boschetto che, con 11 iscritti, per essere attivata dovrebbe andare in deroga; al limite anche Sant’Ambrogio, con 15 iscritti, che ipotecano la formazione della classe prima in zona Cesarini. Calano in modo evidente anche la Manzoni, che da 48 passa a 35, e la Stradivari, che da 29 scende a 20 remigini. «Si tratta di segnali precisi di un inverno demografico che colpisce, per ora, a macchia di leopardo: alcuni plessi e non altri, in base alla popolazione nelle diverse zone della città — spiega Laura Rossi, dirigente del comprensivo Cremona 3 —. Credo che dovremo abituarci, nei prossimi anni, a far fronte a un calo dovuto alla diminuzione della natalità. È questa la realtà che ci attende e che chiede una riflessione di sistema». Nel totale degli iscritti — non distinti per plesso — a perdere posizioni è proprio il Cremona 3, mentre gli altri tengono o aumentano di qualche unità. Nel dettaglio, il rischio è che la difficoltà a mantenere una classe prima nei singoli plessi porti, in prospettiva, alla necessità di pensare ad accorpamenti di scuole.
Il calo demografico si fa sentire maggiormente alle medie inferiori. Sono 35 gli studenti in meno che il prossimo settembre frequenteranno la classe prima. Calano vistosamente sia la Campi, che da 154 matricole passa a 122, sia la Vida, che dai 129 dell’anno scorso scende a 84. Virgilio e Anna Frank pareggiano nella scelta delle famiglie: entrambe le scuole hanno 172 ragazzi iscritti alla prima per il prossimo anno. Senza dubbio il calo più incisivo riguarda la media Vida, così commenta la preside Laura Rossi: «Certo, dovremo riflettere con lo staff orientamento su questo dato — afferma —. Guardando però allo storico e allo stradario, che rappresenta ancora un punto di riferimento per le famiglie, la nostra utenza si attesta intorno al centinaio di iscritti. Credo anche che il boom dell’anno scorso sia legato alla disponibilità del Comune di Malagnino di assicurare il trasporto degli studenti in città. Per il prossimo anno questo servizio non sarà più garantito e forse anche questo aspetto può aver influito. Sono riflessioni a caldo».
È la riscossa dell’istruzione tecnica: i nuovi indirizzi del 4+2 rilanciano il Ghisleri, l’ex Ragioneria ed ex Geometri, che solo qualche anno fa appariva in affanno. «Siamo più che contenti — afferma la preside Lorenza Badini». Il prossimo anno avremo tre classi del percorso quadriennale: 28 alunni per l’indirizzo Relazioni internazionali per il marketing (Rim) e 22 per Sistemi Informativi Aziendali (Sia), al suo secondo anno. Avvieremo inoltre il quadriennale anche sull’indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio, con 19 studenti, e due prime sul quinquennale. Faremo invece sette prime del percorso quinquennale negli altri indirizzi. Credo che le nuove indicazioni per i tecnici abbiano fatto breccia e rispondano non solo alle esigenze del territorio, ma anche alle attese delle famiglie». Fra i tecnici cresce anche lo Stanga, che passa da 79 iscritti a 97: un incremento che in sette anni non si era mai verificato. Saranno 61 gli iscritti al tecnico e 36 al professionale. Il preside, Carmelo Marino, osserva: «I docenti referenti per l’orientamento in entrata hanno fatto uno splendido e indefesso lavoro. Un risultato che nasce dalla credibilità costruita negli anni e dal lavoro serio e continuo svolto dal team dell’orientamento». Simona Piperno del Torriani, dove coesistono tecnico, professionale e liceo, osserva: «Il tecnico tiene, è piaciuto il progetto campus — spiega —. Più in affanno appare Scienze applicate; lo Sportivo conta studenti per due classi, ma la Regione ne concede una sola: gli altri andranno a equilibrare Scienze applicate, se le famiglie accetteranno il riorientamento». Segno positivo anche per l’Einaudi. Nicoletta Ferrari osserva: «I nostri dati, soprattutto negli indirizzi professionali, sono in costante aumento rispetto al calo significativo nazionale degli ultimi anni. Anche i nostri indirizzi tecnici raccolgono ampie preferenze. Il calo demografico fisiologico della nostra provincia non ha intaccato il bacino di utenti che hanno scelto la nostra variegata offerta formativa». A segnare il passo sono invece i licei, con un calo evidente sia all’Aguissola (177 iscritti contro i 203 dell’anno passato) sia all’Aselli (163 matricole contro le 187 del 2025/2026). A tenere le posizioni è il liceo Manin. La preside Maria Grazia Nolli commenta: «I nostri numeri sono piccoli, ma siamo riusciti a mantenere le nostre classi. Non è così scontato in questo periodo, in cui l’attenzione verso i tecnici è molto alta».
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