L'ANALISI
21 Febbraio 2026 - 20:44
Laura Galbignani
SORESINA - Potevano picchiare duro ma hanno deciso di bastonare. C’è da dire che a un’opposizione, dovunque si trovi e qualunque essa sia, un’occasione così dorata si presenta davvero di rado. Rinnova, comunque la si veda, sicuramente non c’è andata leggera: «Ecco cosa succede a mettersi ‘Insieme’ (è il nome del partito del sindaco Alessandro Tirloni, ndr) un mese prima delle elezioni. Magari si vince... poi però. Detto questo, da quel che sappiamo – incalzano dall’opposizione calando l’asso – Rava e Fortunato (Roberto e Francesco, ex vicesindaco e consigliere che hanno fondato Pro Soresina, ndr) non erano gli unici potenziali dissidenti. E non basta regalare le deleghe per placare gli animi. Il sindaco è evidentemente in difficoltà. Cosa si aspettava, non ha convocato una ‘capigruppo’ in un anno e mezzo di mandato?».
Il centrosinistra non si chiede nemmeno se la nuova formazione possa fare squadra, il discorso è diverso: «L’unica differenza tra Rava e Tirloni è che quantomeno il primo ha le sue ragioni e che gli si deve riconoscere obiettivamente coerenza – commentano la leader progressista Laura Galbignani e il consigliere Roberto Carboni –, mentre al primo cittadino chiediamo: ma Soresina non ha problemi più importanti delle tue litigate personali? Perché se aveste fatto altro parleremmo di altro ma se dovessimo parlare di scuole elementari o della Marconi andrebbe peggio. Dove sono i progetti? Quello delle primarie l’abbiamo visto e con le promesse che avete fatto ce ne sarebbe da dire, ma per la piazza magari vorrebbero saperlo anche i commercianti a cui avete promesso grandi cambiamenti».
Sul caso dei voti online, i toni non si raffreddano. Anzi. Stefania Panighetti incalza: «L'opportunità di tale collegamento era stata concessa e regolamentata nel periodo Covid. L'introduzione di tale articolo nel 2025, successivamente al ‘rimpasto’ dopo il caso Rava è chiaramente una manovra politica della maggioranza che è appesa a un voto. Tra l’altro – precisano dell’emiciclo ‘rosso’ – avevamo chiesto che presidente e segretario fossero sempre presenti, che i consiglieri fossero avvisati almeno 48 ore prima dell’assenza giustificata per malattia o altri impegni inderogabili dei colleghi e che la sala consiliare si dotasse di un impianto tecnologico adeguato. Perché confidare nella coscienza non basta».
Al di là di strategie e tecnicismi, comunque, Galbignani tira la bordata: «Provano a distrarre l’opinione pubblica con annunci roboanti quando si occupano solo dell’ordinario. Anche questa lite in piazza ha poco peso, secondo noi, rispetto al fatto che non abbiano rispettato nemmeno una delle promesse fatte in campagna elettorale. Se vogliono litigare lo facciano pure, a noi non dà fastidio. Io però – chiosa la numero uno della minoranza – prima penserei ad amministrare la nostra città».
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