L'ANALISI
21 Febbraio 2026 - 20:07
PANDINO - Da sette mesi è una dolorosa ferita aperta nella cinta muraria dell’arena esterna del castello visconteo. Finalmente, si avvicina il momento dell’intervento di riqualificazione della porzione di muro antico abbattuto, lavori che potrebbero tenersi entro la fiera di primavera.
In quella serata di luglio, al volante di una Clio, un ragazzo di Pandino aveva abbattuto una porzione del muro di cinta. Poi era scappato, rintracciato il giorno dopo dalla polizia locale, grazie alle immagini delle videocamere di sorveglianza comunale e denunciato per danneggiamento di beni artistici.
Per il recupero, il Comune ha affidato l’incarico a un impresa specializzata nel restauro di beni architettonici, dopo aver ricevuto indicazioni su come intervenire dall’archeologo inviato dalla Sovrintendenza.
«I lavori potrebbero cominciare a breve – commenta il sindaco Piergiacomo Bonaventi –: sarebbe importante riuscire a ripristinare il muro prima della fiera di primavera, in programma domenica 15 marzo. Siamo pronti a restituire decoro alle mura del nostro castello. Gli uffici hanno lavorato con precisione per chiudere un iter burocratico che, per la natura stessa del bene, non poteva essere sbrigativo».
Non si tratta certo di un cantiere ordinario. «Voglio essere molto chiaro – prosegue il sindaco –: intervenire su un monumento non è come riparare un normale muro di recinzione. Abbiamo il dovere di agire secondo le prescrizioni della Soprintendenza e con il supporto di esperti qualificati. La fretta è cattiva consigliera quando si parla di conservazione storica; per questo ci prendiamo la responsabilità di aspettare le condizioni climatiche idonee per garantire un lavoro che duri nel tempo. C’è poi un aspetto fondamentale di equità fiscale: grazie al lavoro degli uffici e all’attivazione delle procedure assicurative, questo restauro avverrà a costo zero per i cittadini. Le spese saranno interamente coperte dal soggetto che ha causato il danno».
Tra ripristino e perizia dell’archeologo, il costo supera i 10mila euro, che ovviamente il Comune si farà rimborsare dal proprietario dell’auto.
A luglio la dinamica dell’incidente era stata ricostruita grazie ad un video registrato da una delle telecamere. Il ragazzo al volante era in piazza Vittorio Emanuele III con un paio di amici. Aveva parcheggiato ed era sceso percorrendo i pochi passi necessari per raggiungere il distributore automatico di sigarette del bar Castello, già chiuso. Dall’auto usciva musica a tutto volume e uno degli amici si era messo a ballare in mezzo alla piazza, vicino a lui anche un terzo giovane con un monopattino a due passi da loro. Quando il giovane automobilista è risalito a bordo, ha inserisce la retromarcia e si è fermato a pochi metri dal muretto per far passare un pedone. Pochi secondi dopo si è sporto dal finestrino per ballare insieme all’amico. Si è però dimenticato di disinserire la retromarcia. Nell’alzarsi dal sedile ha sollevato il piede dalla da freno e frizione, la Clio è ripartita, è salita sul marciapiede ed è andata a sbattere contro il muro, crollato verso il fossato.
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