L'ANALISI
21 Febbraio 2026 - 08:54
(foto IA)
CREMONA - Un controllo di polizia all’anno in tutti gli istituti della provincia, e una linea diretta coi presidi per segnalare le situazioni più critiche. Sono le nuove misure lanciate dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, accolte con favore anche da studenti e docenti cremonesi. Il nuovo protocollo, messo a terra dalla Prefettura «in chiave preventiva», recepisce i bisogni espressi dai dirigenti scolastici stessi, che la scorsa settimana hanno condiviso esperienze e prospettive insieme al prefetto, Antonio Giannelli, ai vertici delle forze di polizia e al direttore dell’Ufficio scolastico territoriale di Cremona, Imerio Chiappa. La novità trova un buon riscontro presso la comunità studentesca, di cui si fa portavoce il presidente della Consulta, Carlo Alberto Chiavegato: «Ben vengano i controlli in ottica di prevenzione — commenta — purché si svolgano nel rispetto dei ragazzi e non rischino di diventare troppo invasivi. Nella situazione attuale, un’attenzione in più fa sicuramente meglio che una in meno. Interessante, poi, l’idea del contatto diretto tra dirigenti e Prefettura: in questo modo si vengono ad abbattere le barriere burocratiche e comunicative con le forze dell’ordine nel momento in cui bisogna intervenire in tal senso, assicurando l’efficacia e l’immediatezza della risposta».

Nicoletta Ferrari, dirigente scolastico dell’Istituto Einaudi di Cremona, accoglie «fiduciosa» le novità in arrivo. «Con questo protocollo — sottolinea — si realizza una sinergia vincente. È necessario che le forze vengano messe in condivisione, e non bisogna aver paura di chiedere aiuto». Anzi. Secondo Ferrari, «la scuola è soltanto una delle agenzie educative del territorio, accanto alla famiglia e alle forze dell’ordine stesse». In ogni caso, la dirigente ricorda che «all’interno delle scuole c’è un monitoraggio costante gestito dagli insegnanti. Per il momento stiamo affrontando le situazioni più delicate servendoci dei procedimenti disciplinari, strumenti che da sempre abbiamo a disposizione. Finora, all’Einaudi non si sono registrati episodi di violenza con coltelli e armi da taglio, come invece avvenuto a livello nazionale. Questo non significa, però, che non sia necessario rimanere in allerta. Si comincia con il rispetto delle regole. I ragazzi hanno sempre più bisogno di accompagnamento in questo senso: solo imparando le semplici regole del vivere comune, la scuola può davvero diventare spazio di legalità».
Soddisfatta del provvedimento anche Cinzia Dall’Asta, dirigente scolastico dell’Istituto Diotti di Casalmaggiore. «Anch’io, come tanti colleghi, ho partecipato alla Conferenza di servizio insieme alle forze dell’ordine — ripercorre —. Siamo stati suddivisi in gruppi di lavoro e insieme al prefetto abbiamo avuto la possibilità di parlare della nostra esperienza scolastica, condividendo difficoltà diversificate. La nostra realtà di Casalmaggiore, fortunatamente, non registra situazioni di devianza particolarmente preoccupanti, come spaccio di droga o coltelli in classe. Tuttavia, anche al Diotti abbiamo dovuto negli anni fare ricorso al protocollo ‘Scuola spazio di legalità’. Documento che il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica è intervenuto per rendere ancor più efficace. «L’intesa con la Prefettura va avanti già da tempo — conferma Dall’Asta —, anche con percorsi intrapresi insieme alle famiglie. E se tutte le scuole della provincia saranno controllate almeno una volta all’anno, come assicurato dal prefetto, questo ci preserva da giudizi sommari». Tuttavia, anche se «siamo ben lontani da una militarizzazione della scuola», è necessario non interrompere «l’azione educativa che le scuole portano già avanti in collaborazione con le forze dell’ordine, con incontri e iniziative di sensibilizzazione».
Piacciono anche a Crema le nuove misure, come conferma Paola Orini, dirigente scolastico dell’IIS Galilei di Crema. «I controlli e il ‘pronto intervento’ in caso di bisogno costituiscono un elemento positivo — chiarisce —, anche nell’ottica di scongiurare l’insorgere di situazioni già verificatesi a livello nazionale. Queste decisioni nascono dal lavoro svolto in sede di Conferenza dei dirigenti scolastici. Così si procede in continuità con quello che è già stato determinato dal protocollo ‘Scuola spazio di legalità’, che ho applicato io stessa con ruoli diversi, tra cui quello di assessore provinciale all’istruzione. Rispetto a quanto già era previsto, si è fatto un grande passo avanti, che fornisce ulteriori garanzie e strumenti alle scuole». E prosegue: «Negli istituti che ho diretto il rapporto con le forze dell’ordine è sempre stato molto stretto e proficuo, anche da un punto di vista educativo. Un esempio tra tanti può essere l’incontro del 25 novembre scorso, occasione in cui i ragazzi hanno esplorato il tema della violenza di genere». In breve, se la parte preventiva ed educativa «è già attivata», il nuovo protocollo «renderà ancora più stretta la collaborazione».
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