L'ANALISI
SCUOLA
20 Febbraio 2026 - 19:34
Il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, e il presidente della Consulta cremonese e lombarda, Carlo Alberto Chiavegato
CREMONA - Quei 'bravissimi' cremonesi che sfiorano la vetta: giovedì, a Roma, il presidente della consulta cremonese e lombarda, Carlo Alberto Chiavegato, è stato nominato consigliere del portavoce nazionale, Alessandro De Micco (consulta regionale umbra).
Le elezioni, che lanciano il giovanissimo cremonese ai vertici italiani, è stata offerta dalla convocazione del primo Ucn (Ufficio di coordinamento nazionale) delle consulte: una tre giorni (dal 17 al 19 febbraio) di alto calibro istituzionale, a cui ha preso parte anche il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
Nel corso dei lavori, i coordinatori regionali — Chiavegato per la Lombardia — si sono incontrati per fare il punto sulle sfide future della comunità studentesca, sui bisogni comuni e su possibili soluzioni condivise.
«Il primo giorno ci siamo confrontati facendo emergere le tematiche principali e più sentite — racconta Chiavegato — andando poi a collocarle all'interno di sei macro categorie: salute e benessere, educazione civica, rappresentanza, formazione scuola lavoro, disparità territoriali, educazione al digitale».
Il secondo giorno, invece, «abbiamo avuto modo di incontrare direttamente il ministro Valditara, sottoponendo alla sua attenzione una serie di tematiche. Prima tra tutte, quella dell'edilizia scolastica, in relazione alla quale Valditara ha assicurato il massimo impegno: una parte dei fondi ad essa destinati, pari a 1,2 miliardi, vengono infatti direttamente dal Mim».
Si è parlato poi di «personalizzazione didattica», ma anche di «intelligenza artificiale, contrasto a bullismo e al cyberbullismo».
E dei problemi che affliggono la comunità studentesca, come la dispersione scolastica, «che colpisce con maggior recrudescenza le regioni del sud».
Dalla Lombardia, invece, la voce di Chiavegato ha posto l'accento su «trasporti, salute mentale e orientamento».
Infine, il tema caldo dei metal detector a scuola: «Il ministro ha spiegato che la misura nasce per limitare l'ingresso a scuola solo di coltelli di grossa taglia — spiega Chiavegato — e che l'intenzione è ben altra rispetto a quella di trasformare la scuola in una caserma o in una prigione. Ha poi sottolineato che i sondaggi dimostrano che questa misura piace agli studenti».
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