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CREMONA. AL BOSCHETTO

Petizione per salvare la primaria

Per avviare una classe servono 15 iscritti, ma a oggi sono solo 11: sabato il termine. I genitori si mobilitano: «Insegnanti e strutture eccellenti, non possiamo perderla»

Francesco Gottardi

Email:

fgottardi@cremonaonline.it

19 Febbraio 2026 - 08:25

Petizione per salvare la primaria

CREMONA - Una petizione online dei genitori del Boschetto punta a ‘salvare’ l’avvio di una classe prima alla scuola elementare del quartiere. E ieri sera aveva già raccolto 320 sottoscrizioni.

A mettere a rischio il futuro della primaria è, ora che mancano pochi giorni alla chiusura delle iscrizioni per il nuovo anno (la scadenza è sabato), il numero insufficiente per legge per avviare una classe nella scuola.

A lanciare l’allarme dalle pagine di questo giornale era stato, la scorsa settimana, il presidente del comitato di quartiere Luigi Armillotta: «Rischiamo, in un quartiere di periferia e distaccato dalla città come il nostro, di perdere un fondamentale presidio sociale per bambini e famiglie».

Il problema è legato alla norma che stabilisce un numero minino di 15 alunni per classe. E ad oggi le iscrizioni registrate sarebbero solo 11.

Così, nei giorni scorsi, i genitori del Boschetto hanno lanciato una petizione online, che ieri sera aveva raggiunto quota 320 firme: ‘Far partire la classe prima alla primaria Boschetto 2026/2027’.

«Ne sono molto contento – commenta Armillotta – perché rappresenta un segnale di una comunità viva, che tiene ai propri spazi e alla tessuto sociale che in questi si crea».

Nel testo di presentazione della raccolta firme il gruppo di genitori sottolinea l’importanza della scuola e il valore educativo di cui è sempre stata esempio: «Nel nostro quartiere – scrivono – giace una scuola meravigliosa, che si è sempre distinta non solo per l’eccellenza dei suoi insegnanti, ma anche per le ottime strutture di cui dispone».

Proprio pochi mesi fa il Comune aveva svelato al pubblico l’esito di importanti lavori di ristrutturazione e adeguamento antisismico dello stabile.

«È fondamentale per i nostri bambini iniziare il loro percorso educativo in un ambiente sicuro e di qualità, vicino a casa, e dove possa svilupparsi un coinvolgimento comunitario che va oltre l’istruzione in sé. Sarebbe un peccato lasciare inattiva una scuola che ha tutte le potenzialità per funzionare».

La richiesta, rivolta al Comune è di attivarsi per rimuovere le ‘barriere amministrative’ che mettono a repentaglio il futuro della scuola del quartiere, «rendendo – peraltro – infruttuose le recenti migliorie apportate».

Da parte dell’amministrazione l’assessore competente Roberta Mozzi esprime solidarietà ai genitori, tracciando però chiaramente i confini delle proprie possibilità di intervento:

«Per quanto mi riguarda sono convinta che tanto in ogni paese quanto in ciascun quartiere, a maggior ragione se geograficamente dislocato dal centro cittadino e vivace come il Boschetto, dovrebbe esserci almeno una scuola primaria. E questo per la funzione sociale che svolge: parliamo dell’educazione dei nostri figli, non solo di numeri. D’altro canto la scuola si scontra con dei limiti normativi, sui quali le possibilità di deroga sono molto contingentate».

Una situazione simile si era presentata lo scorso anno alla scuola della Cava «ma in quel caso si era raggiunta la soglia dei 15 alunni, sulla quale l’ufficio scolastico regionale non è flessibile».

Mozzi si interroga anche sui motivi che rischiano di lasciare il quartiere con uno ‘scheletro vuoto’ appena rinnovato: «Certo pesa l’inverno demografico. D’altro canto bisogna capire se ci sono famiglie che hanno fatto scelte diverse, iscrivendo i bambini ad altri istituti e perché».

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