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CREMONA. NELLE AULE DI GIUSTIZIA

«Non c’è prova di raggiri: Pedrabissi va assolta»

La difesa dell’ex bancaria sulla truffa alle due anziane sorelle

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

17 Febbraio 2026 - 21:25

 «Non c’è prova di raggiri: Pedrabissi va assolta»

CREMONA - «Negli undici anni di gestione del patrimonio delle sorelle Zanardi, sono emersi elementi di prova sugli artifici e i raggiri? Non vi è prova sulla possibilità della Pedrabissi di aver raccontato frottole per undici anni. Non vi è la prova che sia una truffatrice».

Non c’è - la prova - per Stefano Aterno, l’avvocato di Cristina Pedrabissi, funzionaria del Credem licenziata per giusta causa a settembre del 2022. E accusata di aver truffato Giordana e Marise Zanardi, anziane sorelle di 90 e 92 anni, scomparse entrambe nel 2020, a luglio Giordana, a dicembre Marise, in Rsa. Una maxi truffa da oltre 2 milioni di euro, secondo il pm, Francesco Messina che per Pedrabissi ha già chiesto 7 anni di reclusione a 20mila euro di multa per autoriciclaggio e per i fatti di truffa contestati dal 2018 al 2021 (i fatti precedenti sono prescritti).

«Non c’è una prova vera sugli artifizi», ha insistito il difensore. Aterno è tornato alla cartolarizzazione del 2016, quando al Credem, dove dal 2007 Pedrabissi era senior private banker, partì un accertamento. Il focus era su cinque polizze vita stipulate - tra il 2011 e il 2013 - dalle sue clienti Zanardi. Beneficiaria: Irene Bodini, madre di Maurizio Merlini, marito della bancaria (è scomparso a febbraio di un anno fa ). La verifica scattò, perché il nome di Bodini non era censito negli archivi. All’esito della cartolarizzazione, non emersero anomalie.

La doccia fredda arrivò ad aprile del 2022, quando l’erede della vedova Giordana Zanardi — la compagna dell’unico figlio scomparso — presentò in banca un reclamo. «Dopo la cartolarizzazione», il patrimonio di Giordana era stato spolpato. L’erede di Giordana ha fatto una causa civile a Pedrabissi. Nel processo penale, è parte civile l’erede di Marise, il quale ha tirato dentro la banca come responsabile civile. Il Credem è anche parte civile.

Quanto all’autoriciclaggio, nel chiedere l’assoluzione, l’avvocato Aterno ha detto che «elemento centrale del reato è ostacolare concretamente la provenienza delittuosa del denaro. Pedrabissi non ha inquinato la tracciabilità. Qui è tutto tracciato. Anche a voler ammettere la truffa, che non c’è, è tutto documentato». «Qual è quella persona così sprovveduta, cosa che Pedrabissi non era, che lascia tracce? Se avesse voluto distrarre i soldi, non avrebbe coinvolto la madre, la suocera e la figlia di suo marito». Così l’avvocato Paolo Bregalanti che ha chiesto di assolvere dal riciclaggio Carmen Bolzani, Irene Bodini e Andrea Merlini, «assolutamente inconsapevoli. Non c’è dolo». Il 17 marzo, la sentenza.

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