L'ANALISI
13 Febbraio 2026 - 18:32
CASALMAGGIORE - Arrivano 10 milioni di euro dalla Regione. Quaranta Comuni dell’area Oglio Po Chiese, insieme alle Province competenti, ai Gal territoriali e al Parco regionale, vedono in dirittura d'arrivo l’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale Tematico che consentirà di attivare specifiche risorse regionali a sostegno di un territorio che chiede coesione, servizi e nuove opportunità.
L’intesa nasce da una sollecitazione ‘dal basso’, avviata da un gruppo di piccoli Comuni inizialmente esclusi da altri strumenti di programmazione e si è progressivamente ampliata fino a coinvolgere l’intero comprensorio. Un percorso lungo, complesso e articolato, sostenuto da un’analisi approfondita del contesto socio-economico e demografico, che ha evidenziato criticità strutturali legate allo spopolamento, all’invecchiamento della popolazione e alla fragilità dei servizi. L’obiettivo condiviso è chiaro: rafforzare l’attrattività territoriale attraverso la transizione ecologica, investendo su un piano infrastrutturale legato alla mobilità lenta e sul potenziamento dei servizi essenziali, con particolare attenzione al coordinamento intercomunale, alle politiche per l’inclusione e allo sport. Accanto a questo, la volontà di consolidare il tessuto economico e sociale, sostenere le imprese locali e creare condizioni favorevoli alla permanenza e al ritorno dei giovani.
«Con questo Accordo – dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi – si conclude un percorso impegnativo, che Regione Lombardia rivendica con fierezza. Abbiamo accompagnato un territorio che ha scelto di fare squadra, mettendo attorno allo stesso tavolo istituzioni, enti locali e soggetti intermedi. È così che si rafforza un’area interna che ha bisogno di coesione, di servizi adeguati e di iniziative concrete per mantenere vivo il proprio tessuto economico e sociale, garantendo anche prospettive alle nuove generazioni».
«Siamo orgogliosi del risultato raggiunto – prosegue – perché non è frutto di annunci, ma di un lavoro paziente e condiviso. A differenza di chi tenta di rivendicare meriti con iniziative velleitarie o operazioni spot, Regione Lombardia porta a compimento un percorso strutturato e mette basi solide per lo sviluppo. Come sempre, preferiamo i fatti alle parole: oggi consegniamo al territorio uno strumento concreto, che dovrà tradursi in progetti e servizi capaci di contrastare lo spopolamento e rilanciare l’attrattività dell’Oglio Po Chiese».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessore regionale con delega agli Enti locali Massimo Sertori. «Due anni fa insieme all’assessore Beduschi abbiamo incontrato i sindaci sul tema delle cosiddette Aree interne. L’obiettivo era parificarle, ossia renderle omogenee per servizi, infrastrutture, offerte. Nello studio effettuato ne sono emerse 6 in un primo momento: poi, da una seconda analisi, ne sono state individuate 14, tutte finanziate da una formula mista Europa, Stato, Regione». L’area dell’Oglio Po però non rientrava per le sue caratteristiche in queste 14 ma, prosegue Sertori, «le sofferenze ci erano state manifestate nel corso di un incontro al quale ho partecipato insieme a Beduschi e al segretario Pippo Superti. Era emerso il nostro impegno ad approvare il finanziamento a fronte di una progettualità ben definita. Ed eccoci qui, con un finanziamento di 10 milioni per le realtà dell’area Oglio Po. Entro pochi giorni incontreremo e coinvolgeremo direttamente i sindaci, per creare — come espresso anche dal presidente Attilio Fontana — pari opportunità per tutti».
E qui arriva un ulteriore passaggio chiave, che l’assessore Sertori sintetizza così: «Dal territorio, devono nascere progetti e opportunità nei vari settori, dal sociale alle infrastrutture. C’è massima attenzione ai territori e ai Comuni che li rappresentano, ciascuno con le proprie caratteristiche e le proprie peculiarità. Riteniamo fondamentale che le proposte e i progetti nascano e partano da chi il territorio lo conosce e lo vive ogni giorno. La Regione accompagna e supporta le idee e le richieste che devono partire dalle varie realtà locali. Dunque parliamo di opportunità da un lato e responsabilità dall’altro: è questo il nostro paradigma. Io ti finanzio, ma tu devi dirmi quali sono gli interventi che servono. Vogliamo essere federalisti anche a livello concreto. Ci piacerebbe che anche Roma fosse così nei nostri riguardi. A breve incontreremo i sindaci del territorio per sentire le loro proposte».
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