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La casa occupata restituita ai proprietari

Corte de’ Frati: a quasi un anno di distanza, torna libera l’abitazione di Noci Garioni. La famiglia egiziana che se ne era impossessata se ne è andata da alcuni giorni

Antonella Bodini

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redazione@laprovinciacr.it

12 Febbraio 2026 - 05:10

La casa occupata restituita ai proprietari

CORTE DE' FRATI - Da circa un anno occupavano abusivamente una casa a Noci Garioni, piccola frazione di Corte de’ Frati. Nei giorni scorsi l’hanno spontaneamente lasciata facendo tirare un sospiro di sollievo all’amministrazione comunale e all’intera comunità.

La famiglia egiziana che a fine febbraio dello scorso anno era entrata nella casa di un residente, oggi come allora ospitato in una casa famiglia a Gottolengo, ha finalmente liberato l’abitazione restituendola di fatto al legittimo proprietario.

«Una buona notizia – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Rossetti – che ci toglie di mezzo una questione piuttosto complessa e di per sé un fatto molto grave. L’occupazione durava da un anno, non poco, ma alla fine tutto si è risolto. Evidentemente aver tolto completamente le utenze ha agevolato la cosa».

Attorno a febbraio dello scorso anno il proprietario di una casa di Noci Garioni era stato ricoverato presso una casa famiglia a Gottolengo per problemi di natura psichiatrica. Due settimane dopo l’inizio del ricovero la porta della sua casa era stata forzata e un nucleo di origine egiziana, padre muratore con la moglie e quattro figli, due maschi e due femmine con all’epoca un paio ancora minorenni, l’aveva occupata.

L’allarme era stato dato dal vice sindaco di Corte de’ Frati Rosolino Azzali, amministratore di sostegno del proprietario, un 75enne molto conosciuto in paese.

«Stavamo monitorando la situazione della casa occupata – spiega Azzali – sono sempre stato in costante contatto con la prefettura di Cremona e con due giudici tutelari del tribunale di Brescia che si stavano occupando dell’iter dell’ordine di sgombero. Avevamo permesso alla figlia più piccola di frequentare la scuola media di Brazzuoli e sapevamo che il padre non abitava più lì da un po’ di tempo». Poi la disattivazione delle utenze ha probabilmente accelerato lo sgombero.

«Senza luce, acqua, gas diventava dura la sopravvivenza, soprattutto nei mesi più freddi, e quindi hanno pensato di andarsene. Ho fatto un primo sopralluogo, cambiato la serratura della porta, poi a giorni farò altro sopralluogo congiunto con il maresciallo di Robecco d’Oglio, Cosimo Rodia».

E poi finalmente la casa potrà tornare nelle mani del proprietario. «Siamo stati fortunati, non era così scontato uscissero di loro spontanea volontà. Il provvedimento di sgombero, che solo il giudice tutelare può emettere, stava arrivando ma i tempi non erano certi. In più questa famiglia aveva occupato l’abitazione un paio di mesi prima che entrasse in vigore il decreto sicurezza che permette lo sgombero degli abusivi entro 48 ore, ma non è retroattivo. Per cui direi che alla fine è andata bene».

Un problema che aveva rimandato ai tanti casi simili dei quali la cronaca nazionale racconta ogni giorno. Episodi tipici delle grandi metropoli; nessuno avrebbe mai immaginato potesse verificarsi in una piccola località come Noci Garioni.

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