L'ANALISI
11 Febbraio 2026 - 05:10
CASALMAGGIORE - Giovanna d’Arco ritratta in terra casalasca con l’aureola di santa. È un mistero che potrebbe essere risolto a breve quello dell’affresco nel santuario della Fontana di Casalmaggiore in quella che viene definita «cappella dei francesi».
«La terza cappella a sinistra è detta dei francesi, perché sarebbe stata affrescata negli anni in cui i francesi dominarono su Casalmaggiore. Nel 1509 il marchese di Mantova, Francesco Gonzaga, occupò Casalmaggiore per conto dei francesi che vi rimasero fino al 1512. Tra i vari dipinti della cappella si ammira anche Santa Giovanna d'Arco (1412-1431). Sull’identificazione della santa vi sono incertezze, perché il suo capo è circondato dall’aureola che si sarebbe potuta mettere solo dopo la beatificazione e la canonizzazione avvenute, rispettivamente, solo nel 1909 e nel 1920. Il dipinto riveste un’importanza notevole perché sarebbe il primo affresco italiano sulla santa — spiega Elena Piccioni di Target turismo —. Stiamo studiando anche noi la questione iconografica, confrontando lo studio con altri materiali. Per noi è importante in quanto abbiamo in gestione anche Infopoint di Casalmaggiore e nelle nostre visite turistiche è compreso anche il santuario».

L’affresco sorprende per vari aspetti in cui appare la santa: abito corto rosso, maschile, postura ferma e fiera, una spada tenuta verticalmente, davanti a lei un personaggio inginocchiato che la tradizione identifica con Carlo VII di Valois, re di Francia, il sovrano legittimato proprio da Giovanna d’Arco. Un’iconografia inusuale per la zona, lontana sia dai santi guerrieri lombardi tradizionali sia dalle consuete immagini devozionali locali. Va ricordato che Giovanna d’Arco non era ancora santa. Condannata al rogo nel 1431, venne riabilitata nel 1456 e canonizzata solamente nel 1920. Eppure alla Fontana appare già con l'aureola.
Secondo interpretazioni la spada non è brandita, non è arma di battaglia e quindi potrebbe essere segno di mandato divino. Giovanna non è rappresentata come una santa riconosciuta, ma come figura ispirata, scelta, legittimata da Dio prima della Chiesa. Nel 1907 vennero due inviati dalla città di Orléans per identificare il dipinto. La cronaca dell’epoca ricorda: «Pochi giorni dopo giunsero qui uno incaricato dalla Commissione della Conservazione dei monumenti italiani e due francesi rappresentanti la città d’Orléans, i quali dopo d’aver severamente riprovato il restauro ordinarono l’immediato lavacro dell'affresco e proibirono di non più toccarlo; il che avvenne con tutta facilità a mezzo del pittore Tommaso Aroldi. Quegli incaricati d’Orléans accertarono che l'affresco rappresenta l'allora Venerabile Giovanna d'Arco per la postura della guerriera, per re Carlo VII ai piedi di essa, per una striscia o nastro sopra la spada recante un detto allegorico».
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